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Consip, Tiziano Renzi: “Mai preso soldi”. Il figlio Matteo: “Pena doppia se colpevole”

Consip, Tiziano Renzi: "Mai preso soldi". Il figlio Matteo: "Pena doppia se colpevole"

ROMA – “Se mio padre è colpevole, lo attenderà una pena doppia”. Matteo Renzi commenta così la conclusione dell’interrogatorio del padre Tiziano nell’ambito dell’inchiesta Consip ascoltato per oltre 3 ore dai pm di piazzale Clodio a Roma nel pomeriggio del 3 marzo. “Non ho mai preso soldi”, ha ribadito Tiziano Renzi ascoltato dai pm e assistito dal legale Federico Bagattini, per poi aggiungere: “Si è trattato di un evidente caso di abuso di cognome”.

Parlando dell’inchiesta che vede il padre Tiziano accusato di traffico di influenze, l’ex premier Renzi ha dichiarato:

“Se c’è un parente di un politico indagato in passato si pensava a trovare le soluzioni per scantonare il problema ed evitare i processi. Io sono fatto in un altro modo: per me i cittadini sono tutti uguali. Anzi. Se mio padre secondo i magistrati ha commesso qualcosa mi auguro che si faccia il processo in tempi rapidi. E se è davvero colpevole deve essere condannato di più degli altri per dare un segnale, con una pena doppi”.

Renzi è intervenuto a Otto e mezzo condotto da Lilli Gruber e ha sottolineato che i processi non si fanno in televisione, ma nei tribunali:

“Se ci sono ricatti si va dai magistrati. Vogliamo essere chiari: stiamo parlando di soldi pubblici e allora se ci sono ricatti e reati, se ci sono tangenti c’è il dovere di fare i processi. Noi siamo persone perbene, non abbiamo paura dei processi. Anzi. Erano quelli di prima che facevano i lodi e il legittimo impedimento per non fare i processi. Si va in tribunale e si guarda chi ha ragione e chi ha torto”.

L’indagine sul ministro dello Sport Luca Lotti e Del Sette “è una cosa di tre mesi fa. Cosa è successo?”, domanda l’ex premier. “Una discussione incredibile”, e ha aggiunto:

“Luca Lotti è indagato insieme al comandante generale dell’Arma dei Carabinieri Tullio Del Sette. Sono pronto a scommettere che Lotti e Del Sette, cui va la mia stima, non hanno commesso niente. Ma sta ai magistrati valutare. Trovo questa discussione abbastanza surreale: dite ‘relazioni pericolose’, ‘travolgere’… Ma i processi non li fate voi sui giornali si fanno nelle aule del tribunale”.

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