Cossiga: “Augias informatore per i servizi segreti? Nulla da ridire”

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Francesco Cossiga

Francesco Cossiga non perde mai il gusto per la provocazione: «Non so se sia vero che l’amico Corrado Augias fosse un informatore del servizio segreto cecoslovacco ai tempi del muro, ma se così fosse non troverei nulla da ridire», ha detto l’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga commentando quanto pubblicato oggi da “il Giornale”.

Secondo il quotidiano diretto da Vittorio Feltri, il giornalista sarebbe in una lista di personaggi, tra cui politici e dipendenti pubblici, «che erano stati agganciati dai servizi segreti cecoslovacchi». Il Giornale fa riferimento ad un fascicolo di 150 pagine «dedicato al noto scrittore e giornalista conservato nell’archivio delle forze di sicurezza di Praga».

«Bisogna – spiega – storicizzare gli eventi e collocarli nel momento storico in cui accadevano. Mi pare logico che chi era comunista non del tipo utopistico di Berlinguer ma narxista, stalinista e leninista e vedeva nell’Urss la garanzia di libertà e forza al movimento comunista internazionale ed italiano, trovasse doveroso difendere Mosca e il Patto di Varsavia fornendo informazioni ai loro Servizi. Il nemico era il capitalismo internazionale nella forma statuale degli Usa e degli Stati membri della Nato».

18 ottobre 2009 | 13:46   Letto 1638 volte   


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Un commento a “Cossiga: “Augias informatore per i servizi segreti? Nulla da ridire””

  • fabrizio spinella scrive:

    Se si pubblicassero tutti i dossier dei Servizi segreti dei Paesi dell’ex Patto di Varsavia, molti professionisti di sinistra e democristiani dovrebbero suicidarsi. Aveva ragione il vecchio settimanale “il Borghese” di Mario Tedeschi ad alzare il tiro contro i cripto-comunisti italiani, agenti al servizio dell’Internazionale comunista. Sembravano accuse esagerate, ma poi il caso Orfei (il consigliere del primo ministro De Mita) e la lista Mitrokhin hanno dimostrato che quel settimanale di destra aveva ragione. Ora si capisce perché nel 1989 i vertici del PCI si affrettarono ad approvare l’amnistia. Augias adesso strilla, ma sarebbe sua convenienza fare pressioni perchè quel dossier che lo riguarda sia integralmente pubblicato dal suo giornale “la Repubblica”. Così sapremmo che profumo aveva quell’epoca in cui frequentava i cecoslovacchi.

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