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D’Alema: “Pronti a ogni evenienza. Congresso Pd subito o liberi tutti”

D'Alema: "Pronti a ogni evenienza. Congresso Pd subito o liberi tutti"

D’Alema: “Pronti a ogni evenienza. Congresso Pd subito o liberi tutti”

ROMA – Massimo D’Alema riunisce i comitati per il No, e dichiarando archiviata la battaglia referendaria, punta i riflettori sul futuro del Pd e del Paese.

Chiede a ciascuno di fare la propria parte, a partire dalla raccolta fondi. Se infatti l’Italia “precipitasse” verso nuove elezioni, senza prima aver cambiato la legge elettorale e senza che i Democratici siano quindi passati per un congresso, scatterebbe il ‘tana libera tutti’. “E alcuni di noi, che ritengono di avere responsabilità e obblighi nei confronti della sinistra italiana e della sua storia, non sarebbero neanche liberi di decidere ma dovrebbero reagire”.

Il palco è quello dell’Assemblea nazionale dei comitati io scelgo No, che si fanno movimento e cambiano anche nome: “ConSenso. Per un nuovo centrosinistra”. In platea, c’è un po’ di tutto: il governatore della Toscana e candidato alla segreteria Pd Enrico Rossi, la sinistra Dem (da Speranza a Gotor), Sinistra Italiana con Scotto, Fratoianni, D’Attorre e poi Folena, Salvi, Giordano.

D’Alema rivendica una stagione di “responsabilità”, che i nuovi leader democratici non mostrerebbero invece di avere: nel mirino, oltre Renzi (“serve un cambio di leadership”), anche Orfini e i capigruppo in Parlamento. Quando difendono l’Italicum sostenendo che la Consulta non lo abbia stravolto sono, afferma strappando una fragorosa risata in sala, da “camice bianco”. Il che rappresenta, battute a parte, una faccenda “sconcertante”, prosegue, a cui va posto rimedio. E quindi serve un congresso e un Parlamento che lavori per scrivere una nuova legge elettorale.

Basta con i capilista, che – come poco prima aveva detto anche Speranza – creano un partito di “servi e non di persone perbene”, e poi preferenze di genere anche al Senato e, semmai, un piccolo premio di maggioranza. Critiche a cui il segretario del partito decide non rispondere:

“L’avversario politico – replica da Rimini, dove incontra gli amministratori locali Pd – di questa comunità non è chi vuole fare polemica dentro la nostra aerea ma chi prova a giocare le carte della superficialità”.

Ma serve, dice D’Alema, anche una nuova piattaforma. E un quadro chiaro di alleanze. D’Alema rimprovera agli attuali vertici democratici di aver “rotto con il popolo della sinistra”, li accusa di aver curato solo gli interessi dell’establishment (compresi i giornali), nonché di aver firmato una stagione di riforme tutte da rifare. E invece il centrosinistra deve tornare a occuparsi di diseguaglianze, dice in mezzo agli applausi. E parimenti si deve allargare di nuovo l’orizzonte dei comitati: dovranno parlare non solo a chi ha votato No, ma anche ai “tanti cittadini che hanno votato Sì”.

L’obiettivo è organizzare queste forze, sviluppare un dibattito, creando comitati dovunque è possibile, raccogliere adesioni e fondi. Anche se, mette le mani avanti, “non avremo un tesseramento nazionale: altrimenti saremmo tormentati: direbbero che vogliamo fare un partito”.

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