D’Alema: “Vendola? Gli voglio bene ma è un problema politico”

Massimo D'Alema

Massimo D’Alema torna sulla questione della candidatura per il Partito Democratico alla presidenza della Regione Puglia non risparmiando stoccate a Nichi Vendola. «Voglio bene a Nichi – ha detto D’Alema – ma il problema è politico».

D’Alema, per le primarie che si terranno il 24 gennaio,  sostiene Francesco Boccia che, come cinque anni fa, sfiderà nella consultazione il presidente uscente Nichi Vendola (Sel). Il nome di Boccia consentirebbe l’allargamento della coalizione a Udc e Idv, partiti che sul nome di Vendola hanno posto il veto.

«Vendola – ha detto D’Alema – è un uomo molto intelligente, gli voglio anche bene e mi dispiace che la butti sul personale, ma qui ci occupiamo di politica e il valore delle persone non è in discussione. E Vendola anziché affrontare il problema in termini politici ha pensato bene di autocandidarsi, ritenendo in questo modo di forzare e di mettere tutti davanti al fatto compiuto».

«Sono gesti che vanno di moda in una epoca in cui si fa politica salendo sui predellini. Ma non sempre questo è il modo di risolvere i problemi. Vendola – ha aggiunto – è il presidente uscente della Regione Puglia, questo gli conferisce un grande ruolo e una grande notorietà, però nello stesso tempo è un leader che sembra non sia in grado di realizzare ciò di cui la Puglia ha bisogno, cioé quella coalizione democratica che abbiamo cominciato a sperimentare nelle amministrative dello scorso anno e che è una prospettiva per il Mezzogiorno e per il Paese».

«Non è una improvvisazione – ha detto D’Alema – quello che stiamo facendo adesso. Noi iniziammo già alle provinciali una politica che andava oltre i confini del centrosinistra. E non è un caso che in quelle elezioni laddove l’apparentamento con l’Udc fu possibile noi abbiamo vinto, quindi quella alleanza fu sperimentata allora e risultò vincente al Comune di Bari e nelle province di Brindisi e Taranto».

«Vendola – ha aggiunto D’Alema – ponendosi come il leader nazionale di un partito politico della estrema sinistra difficilmente poteva essere il candidato accettato da una coalizione così ampia e gli fu detto anche da Casini». «Non é un problema del Pd, noi voteremmo volentieri Vendola ma nel momento in cui – ha concluso D’Alema – nasce una coalizione così ampia, che è diversa da quella che ha governato la Regione in questi cinque anni, perché può comprendere due partiti importanti Udc e Idv, che non sono stati al governo con Vendola, era comprensibile che potesse nascere anche il problema della guida di questa coalizione».

18 gennaio 2010 | 20:38   Letto 468 volte   


Wikio
  • Print
  • Facebook
  • Twitter
  • email
  • PDF
  • Google Bookmarks
  • Technorati
  • Digg
  • del.icio.us
  • MySpace
  • Netvibes
  • StumbleUpon

PER SAPERNE DI PIU'

Leggere anche...

Puoi lasciare un commento, o effettuare il trackback dal tuo sito.

Un commento a “D’Alema: “Vendola? Gli voglio bene ma è un problema politico””

Scrivi un commento

Tutte le sezioni di Blitz notizia per notizia

blitz blog

Surreality Rai. Quando Garimberti e Masi per una volta erano d'accordo nel dire: "Decidiamo noi!" e volevano mandare Berlusconi a cuccia...

Questa è una notizia dell'Ansa di un anno fa, del 3 settembre 2009. Di suo, letta oggi, è surreale. Non c'è bisogno di commenti per renderla comica, alla luce di quel che è successo in questi dodici mesi. RAI: GARIMBERTI, NOMINE NON SONO OGGETTO DI SCAMBIO . DIREZIONE GENERALE, NIENTE ACCORDI GIA' DEFINITI Nel Consiglio di amministrazione del 9 settembre [2009], il primo dopo la pausa estiva, non è prevista alcuna nomina ma dall'ultima riunione del Cda di Viale Mazzini non si é parlato d'altro. Oggi [3 settembre 2009]  il presidente Paolo Garimberti ha firmato l'ordine del giorno senza quel punto: "Così come non si decidono nei palazzi fuori dalla Rai, le nomine non si fanno nemmeno in 'comitati ristretti' all'interno dell'azienda", sostiene Garimberti, perché oggi continuavano a circolare indiscrezioni sulle nomine a Rai Tre e sull'ipotesi che il Cda possa procedere a maggioranza portando la candidatura di Gianni Minoli. "Le nomine, che non possono essere mai oggetto di scambio con l'esistenza o meno di programmi, devono essere approfonditamente discusse e ampiamente condivise con tutti i membri del Cda", ha aggiunto Garimberti. Una riflessione che, secondo il presidente, non ci sarebbe potuta essere proprio a causa della pausa estiva e per questo, dopo aver consultato anche il direttore generale, non ha messo all'ordine del giorno il punto nomine. Anche la direzione generale oggi dice la sua sul tema, spiegando che eventuali future nomine saranno come sempre uniformate alle normative vigenti e alle procedure aziendali secondo criteri d professionalità e del più ampio consenso possibile. Quindi non ci sarebbero "accordi già definiti e pressing per le nomine in Rai". Nel mirino c'é il direttore di Raitre Paolo Ruffini, che oggi parla e si difende con la sua linea editoriale: "A Raitre non esiste controllo o censura, ma libertà e spirito critico. E' un modo di fare buona televisione, che deve raccontare il nostro Paese con approccio critico. Credo sia questo a dare il senso al nostro essere servizio pubblico". Ma la sua posizione non è delle più semplici perché se, da una parte, è nel mirino della maggioranza di governo perché la sua è la rete di alcuni dei programmi più discussi come quelli di Fabio Fazio, di Milena Gabanelli, di Serena Dandini. Dall'altra esiste però la questione interna al Pd, le cui diverse anime, che probabilmente vorrebbero trovare espressione anche nella dirigenza Rai, si affronteranno solo nel prossimo congresso del partito. Ora però, dopo le accuse di voler aspettare quella occasione per un cambio a Raitre e Tg3, ci sarebbe chi, anche nell'opposizione, spinge per una decisione immediata. Al pettine verrà presto anche il nodo di Annozero che deve partire il 24 settembre ma è già oggetto di rumors. Oggi sia Marco Travaglio che Vauro dicono che Michele Santoro ha confermato loro che nella prossima edizione ci saranno ma, di fatto, nessuno dei due ha ancora firmato un contratto. E visto che Santoro ha già incontrato il direttore generale Mauro Masi e il direttore di Raidue Massimo Liofredi, non è da escludere che si stia tentando di rivedere la formula della trasmissione che è continuamente al centro della discussione politica. Nessuna ipotesi di modifica alla struttura sarebbe ancora stata avanzata ufficialmente ma non si deve certo escludere che se ne parlerà.

Le opinioni (» archivio)

Il "botto" di Berlusconi

Era un giorno iracondo e nervoso, come le “notti buie e tempestose” [...]

di Mino Fuccillo

Fischiare Dell'Utri si può

Non so fischiare, anzi ho sempre provato una grande invidia per Giovanni[...]

di Giuseppe Giulietti

La scuola “picconata”

Negli ultimi cinque anni la “popolazione scolastica”, cioè il numer[...]

di Sergio Carli

I più visti da youtube
AGI Ascolta Radio Blitz Segui Blitz su Twitter Dagospia
un pensiero al giorno

Il tempo è una illusione. L'ora di pranzo è una doppia illusione

Douglas Adams

Blitz Local: scopri le notizie locali per ogni provincia Blitz: tutte le news di calcio LadyBlitz: tutte le news femminili Leggi i commenti degli utenti di Blitz

i più letti

AdLINK Internet Media

Per avere informazioni in merito alle pianificazioni pubblicitarie su Blitz Quotidiano, contattare:
Hi-media
Via Cosimo del Fante, 4
20122 Milano
Tel 02.855011.1
Contatti: italy@hi-media.com
Sito web: www.hi-media.com/it

Audiweb Certified