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Davide Casaleggio parla da leader, primo post su blog Grillo

ROMA – Davide Casaleggio, primo discorso da leader. Il figlio di Gianroberto, non è un mistero, dopo la scomparsa del padre avrà un ruolo sempre più determinante nelle sorti del M5S. Sia perché ora fa capo a lui la società di comunicazione Casaleggio&Associati che tanta parte ha avuto nelle sorti del Movimento, e sia perché già al funerale del padre era evidente il suo cambio di ruolo. Lo nota La Stampa:

Di certo ieri Davide ha parlato come fosse un leader. Non è stato soltanto un ricordo toccante, come pure inevitabilmente era. È stato il discorso di una figura consapevole del ruolo che sta per assumere, anche nel giorno del dolore. Ha creato una narrazione, molto più di quanto abbia mai saputo fare Di Maio. Le parole sono importanti: e allora, «oggi volevo raccontarvi una storia». Certo, Gianroberto Casaleggio che aveva «profonde intuizioni», che «non si arrendeva mai». Ma è stato soprattutto un discorso «motivazionale» in senso tecnico, una pratica assai cara alla Casaleggio associati: è come se Davide non si fosse limitato a ricordare il padre, ma si fosse caricato un po’ sulle spalle la comunità del movimento.

Ed ecco il primo post di Davide Casaleggio, in prima persona, sul blog di Beppe Grillo:

Volevo scrivere due parole su mio padre, perché molti non lo conoscevano veramente e per me é stato un padre fantastico ed é bello essere orgoglioso del proprio padre come lo sono io. Il suo essere riservato e allergico ai riflettori ai piú lo rendevano sconosciuto. Era ostinato, sua zia mi raccontava che fin da piccolo per ottenere i suoi giornalini non faceva i capricci, ma si stendeva direttamente sui binari del tram, e con il blog era lui in prima persona a battagliare contro i troll, la sua mania erano i dettagli, nulla passava se i dettagli non erano sistemati. Ma era soprattutto un grande lavoratore, nessun giorno era veramente vacanza in particolare i week end. Fino a quando ha potuto camminare é sempre voluto andare in ufficio, tutti i giorni, e il suo sguardo non si staccava mai dal futuro. Aveva l’audacia di vedere il futuro prima degli altri e di crederci anche quando gli altri ne diffidavano. Ma oggi volevo raccontarvi una storia per farvi capire quale é stata la sua vita. Un gruppo di 50 persone stava frequentando un seminario. Improvvisamente l’oratore si fermò e decise di fare un’attività di gruppo. Iniziò a dare un palloncino a ciascuno dei 50 seminaristi. Ad ognuno fu chiesto di scrivere con un pennarello il proprio nome su di esso. Poi tutti i palloncini furono raccolti e messi in un’altra stanza. Una volta riempita la stanza di palloncini, l’oratore chiese ai 50 seminaristi di rientrare dentro e trovare il palloncino col proprio nome entro 5 minuti. La scena fu questa: tutti erano freneticamente alla ricerca del palloncino col proprio nome, ognuno si scontrava con l’altro, spinte, gomitate….nella stanza regnava il caos totale! Allo scadere dei 5 minuti nessuno riuscì a trovare il proprio palloncino. Vista la prova fallimentare ad ognuno di loro fu chiesto di raccogliere un palloncino qualsiasi e darlo alla persona che aveva scritto il nome su di esso. In pochissimi minuti tutti avevano in mano il proprio palloncino! A questo punto l’oratore disse: Questo è esattamente ciò che sta accadendo nella nostra vita. Tutti siamo alla ricerca frenetica della felicità…giriamo come delle trottole, ma non riusciamo a trovarla. La nostra felicità sta nella felicità delle altre persone. Rendete loro felici e avrete la vostra felicità. Mio padre non ha mai tenuto per sé palloncini, ma li ha sempre donati agli altri con il sogno di cambiare in meglio questo Paese. Chi sente di aver ricevuto un palloncino da mio padre lo conservi con cura. Chi condivide il suo sogno lo persegua senza mollare mai come ha fatto lui, fino alla fine.