Blitz quotidiano
powered by aruba

De Luca condanna unanime Lui: “Trappola fuorionda”

NAPOLI – Per Vincenzo De Luca e le sue parole contro Rosy Bindi (“infame, da ucciderla”) arriva una condanna unanime dal suo stesso partito, il Pd, dal Movimento 5 stelle, da Forza Italia e da Sinistra Italiana, fino ai presidenti di Camera e Senato. Ma lui si difende, parla di trappola fuori onda e attacca Matrix, il programma dell’intervista incriminata: “Ennesimo atto di delinquenza giornalistica”, dice, e parla di “volgare strumentalizzazione”.

Eppure quelle parole, come si può vedere nel video pubblicato anche dal Corriere della Sera, il governatore della Regione Campania le ha pronunciate parlando al giornalista che lo ha appena intervistato in favore di telecamera.

Lo stesso cronista che ha firmato l’intervista, Pietro Suber, ha spiegato: “Come è facilmente dimostrato dall’integrale della registrazione video, il governatore della Campania ha rilasciato le dichiarazioni in questione durante l’intervista, e non al termine, tanto è vero che la registrazione è proseguita per alcuni minuti. Il video dimostra che le dichiarazioni sono state rese autonomamente dall’intervistato e non sono state estorte in alcun modo”.

Nicola Porro, che di Matrix è il conduttore, aggiunge: ”Apprezziamo il presidente De Luca per la sua schiettezza e originalità. Conoscendo alla perfezione la televisione, il presidente sa che essa non nasconde nulla. Basta rivedere la puntata di Matrix sul nostro sito per verificare che l’intervista non è stata rubata, ma anzi concordata in ora e luogo. Ricordo al presidente De Luca che anche Mediaset, a quanto risulta, è dotata di uffici legali”.

Perché De Luca non si è scusato per quelle frasi, ma è passato all’attacco, annunciando querele: “Chiarisco che nell’intervista che ieri ho rilasciato a Matrix nessuna domanda, e tantomeno alcuna risposta, ha riguardato l’onorevole Bindi. Al termine della stessa intervista, il giornalista ha tirato fuori il suo tablet chiedendomi, mentre gli operatori smontavano i cavalletti delle telecamere, se poteva mostrarmi quanto aveva affermato in una precedente trasmissione l’ospite Vittorio Sgarbi sull’onorevole Bindi. Abbiamo parlato di Sgarbi, e commentato insieme, sorridendo e facendo battute, quel video che non conoscevo. Verificheremo con l’ufficio legale gli estremi della querela a fronte di una evidente violazione della privacy e violenza privata esercitata”.

In Parlamento, però, lo sdegno è unanime e bipartisan. “Non pensavo che spostandomi in politica avrei sentito delle parole che ero abituato a sentire quando ero procuratore antimafia. Certe cose un rappresentante delle istituzioni non deve pensarle né dirle. De Luca chieda scusa alla Bindi e smetta di imitare Crozza. Non pensi di costruire consenso e simpatia ma solo una rappresentazione di irresponsabilità e arroganza”, è il commento del presidente del Senato Pietro Grasso. E la sua omologa alla Camera, Laura Boldrini, su twitter scrive: “Piena solidarietà alla presidente dell’Antimafia Rosy Bindi per le inaccettabili parole pronunciate da Vincenzo De Luca #iostoconRosyBindi”.

Condanne a De Luca arrivano anche dal suo stesso partito, il Pd, con il presidente dei senatori, Luigi Zanda, che sottolinea: “Al di là del contesto, pubblico o privato, in cui sono state le violente e pesantissime espressioni sull’onorevole Bindi, Vincenzo De Luca ha superato ogni limite della lotta politica. Farebbe bene a chiedere scusa”.

Il Movimento 5 stelle punta il dito non solo su De Luca, ma sull’intero Pd e sul presidente del Consiglio, Matteo Renzi: “Il Pd ha sempre giustificato Vincenzo De Luca, personaggio sopra le righe, lo farà anche questa volta che ha superato ogni decenza? Vincenzo De Luca ha un atteggiamento para camorristico: minaccia di morte la presidente della commissione Antimafia Rosy Bindi. (…) Un messaggio di morte, terribile, indirizzato a chi combatte le mafie”, commentano gli esponenti pentastellati della commissione Antimafia. E Alessandro Di Battista rincara la dose: “Presidente Matteo Renzi dici qualcosa su #DeLuca o lo tieni buono perché ti porta qualche voto al referendum?”.

A prendere le difese di Rosy Bindi è anche Daniela Santanchè, pasionaria e fedelissima di Forza Italia: “Mi sarei aspettata di tutto nella vita tranne che di dover difendere Rosy Bindi dagli attacchi senza ritegno del suo compagno di partito, il governatore De Luca. La crisi di nervi del Pd, innestata dall’imminente sconfitta al referendum, riesce a fare anche di questi miracoli. Quello che è certo è che le parole utilizzate da De Luca sono davvero inaccettabili, nemmeno un boss della criminalità organizzata si esprime in questo modo”.


PER SAPERNE DI PIU'