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Depuratori nel Tigullio, M5s lancia proposta: “Uno grande o 4 piccoli?”

GENOVA – Un unico e grande depuratore oppure quattro piccoli? Qual è la soluzione che costerebbe di meno sia per quanto riguarda la realizzazione che la gestione dell’impianto? Queste le domande che gli esponenti del Movimento 5 stelle nella zona del Tigullio, nella provincia di Genova in Liguria.

Dal sindaco di Chiavari a quello di Leivi, spiega Simone Rosellini sul Secolo XIX, gli attivisti del Movimento 5 stelle hanno sollevato il dilemma e ora chiedono che si faccia un bando di gara anche per la progettazione preliminare, senza per questo richiedere solo impianti a a tecnologia a membrane come indicato dall’azienda Iren:

“«La premessa è che si faccia una gara già per la progettazione preliminare, senza, per forza, partire volendo impianti con la tecnologia a membrane, indicata da Iren», hanno detto, ieri, in una presentazione pubblica al Gran Caffè Defilla, Luca Ricci (ingegnere, MeetUp di Lavagna), Alessandro Lavarello (Lavagna), Roberto Traversi (MeetUp di Chiavari, probabile prossimo candidato sindaco), con Federico Maramotti e con il deputato Alberto Zolezzi.

La proposta viene calata prima dell’incontro di domani, tra alcuni sindaci del Tigullio e il consigliere metropolitano delegato all’Ambiente, Enrico Pignone, convocato dopo l’apertura di quest’ultimo all’ipotesi di due impianti, uno per la Val Petronio ed uno per il bacino dell’Entella.

Secondo i “grillini”, si può ragionare anche di quattro impianti e ad ascoltarne le tesi, tra gli altri, c’erano il sindaco di Chiavari Roberto Levaggi (intervenuto nel dibattito per manifestare perplessità anche proprie sulla tecnologia a membrane), diversi consiglieri di opposizione sempre di Chiavari, il primo cittadino di Leivi Vittorio Centanaro, il vice di Carasco Diego Marchiolè”.


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