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YOUTUBE Stipendio, Deputato Sel Sannicandro: “Non siamo mica metalmeccanici”

ROMA – “Non siamo mica subordinati, non siamo mica metalmeccanici”: chi ha proferito questa frase in effetti non lo è. E’ un deputato di Sinistra Ecologia e Libertà, ex Pc e Rifondazione Comunista, Arcangelo Sannicandro. Deputato tutto teso a difendere il suo stipendio. 

“Non siamo lavoratori subordinati dell’ultima categoria dei metalmeccanici! Da uno a dieci noi chi siamo?”, ha detto in Aula Sannicandro, avvocato e deputato pugliese, e non in pochi nel suo partito hanno subito rilevato l’inopportunità del paragone, soprattutto per chi, almeno in teoria, dovrebbe essere vicino proprio alla classe operaia.

L’intervento di Sannicandro è arrivato in risposta ad un ordine del giorno del Movimento 5 stelle, che chiedeva di ridurre l’indennità di carica dei deputati da 10mila euro lordi a 5mila, al netto dei rimborsi per la diaria e per l’esercizio del mandato. E contro il taglio degli stipendi, Sannicandro ha detto: “Non siamo mica metalmeccanici”.

Tra l’altro, come ricorda Matteo Pucciarelli su Repubblica, Sel in Parlamento ha ben due metalmeccanici: il senatore Giovanni Barozzino, a suo tempo licenziato dall’azienda dopo uno sciopero, e Giorgio Airaudo, ex leader dei metalmeccanici della Fiom.

Alla fine Sannicandro ha dovuto correggere il tiro, e su Facebook ha cercato di spiegare:

“Tentavo di stabilire alcuni dati essenziali per affrontare il problema dell’indennità di carica dei deputati in modo oggettivo e non demagogico. Ho chiarito preliminarmente una ovvietà che è scomparsa dal lessico e dall’orizzonte culturale di tanti sia a destra che a sinistra, e cioè che i deputati e i senatori non sono lavoratori subordinati né autonomi. E cioè non sono operai, impiegati, artigiani, commercianti o liberi professionisti. Così come dice la Costituzione siamo rappresentanti attraverso cui il popolo esercita la sua sovranità. Se ciò non fosse sufficientemente chiaro, aggiungo che i deputati non sono assicurati né all‘Inps e né all’Inail e né ricevono le prestazioni da questi all’occorrenza erogate, né sono inquadrati in un contratto collettivo nazionale”.


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