Di Pietro contro Vendola “malato di berlusconite”. Anche profeta di sventura: a settembre ci sarà “l’apocalisse”

“Se non sarà l’apocalisse ci si avvicinerà molto. E la situazione non si risolverà certo con le ronde o le gabbie salariali”.  Antonio Di Pietro, intervistato da “Libero”, parla della crisi economica, del piano per il Sud annunciato da Berlusconi e delle vicende baresi.

Per Di Pietro, “sarà un autunno parecchio caldo” nel quale i “nodi verranno al pettine”. Con la conseguenza che “finirà la stagione degli annunci” da parte del governo.

“Sarà – prosegue il leader dell’Idv – il tempo del Pil in caduta libera, delle piccole e medie imprese ridotte alla fame, di migliaia di posti di lavoro sull’orlo del baratro di un’Italia davvero spaccata in due”.

Quanto ad una riedizione della Cassa per il Mezzogiorno, Di Pietro è tranchant: “Rifare la Cassa del Mezzogiorno sarebbe rifare la Repubblica delle mazzette”. Il leader dell’Idv boccia il piano governativo: “Arrivano 10 miliardi. Ma non era meglio spenderli per opere più urgenti?

In Puglia c’è l’emergenza idrica che non si risolve, perché le condotte perdono il 40% dell’acqua, mancano due collegamenti importanti in Campania e non si fa niente. Poi c’è la Salerno-Reggio Calabria e il nodo ferroviario di Palermo, e la sanità in Abruzzo. Rifare la Cassa del Mezzogiorno – sottolinea – sarebbe rifare la Repubblica delle mazzette”.

Di Pietro ribadisce poi le sue critiche alla reazione del governatore della Puglia alle inchieste baresi: “Vendola – dice Di Pietro- si è all’improvviso ammalato di berlusconite, noi siamo la cura, gli stiamo dando ossigeno. Lui – ricorda a proposito
di Vendola – non è manco indagato ma si rende conto che sta sulla nave che sta affondando, di cui è il comandante. E invece di ringraziare i soccorritori, la magistratura, si arrabbia”.

12 agosto 2009 | 00:59   Letto 1662 volte   


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