Politica Italia

Don Franco De Donno lascia la tonaca e si candida a Ostia. CasaPound lo contesta all’ultima messa

Don Franco De Donno lascia la tonaca e si candida a Ostia. CasaPound lo contesta all'ultima messa

Don Franco De Donno lascia la tonaca e si candida a Ostia. CasaPound lo contesta all’ultima messa

ROMA – Don Franco De Donno lascia la tonaca e si candida a Ostia. CasaPound lo contesta all’ultima messa. Se a Pistoia Forza Nuova contesta il parroco che ha portato i migranti in piscina, a Ostia CasaPound se la prende fuori della chiesa con il prete antirazzista che corre per la presidenza del Decimo Municipio di Roma, di cui Ostia fa parte. “De Donno: da prete a candidato, comizi in chiesa e prima l’immigrato” è lo striscione esposto dai militanti di Cpi. Il movimento di estrema destra è molto attivo nella zona.

“È discutibile la scelta di un prete di scendere in politica – dice Luca Marsella, candidato di CasaPound – ma è inaccettabile che De Donno faccia comizi in una chiesa”. “CasaPound? Stanno facendo da tanto tempo una campagna elettorale in mio favore, senza volerlo…”, ride don Franco De Donno, 71 anni, quando gli si legge il testo dello striscione.

“Stavo salutando la comunità in chiesa – dice -, non ce ne siamo nemmeno accorti, erano fuori”. Fino ad oggi ha osservato il silenzio elettorale concordato con il cardinale vicario di Roma. Ora si parte per le elezioni di ottobre nell’unico Municipio della capitale sciolto per mafia e commissariato, nel 2015, dopo l’inchiesta sul ‘Mondo di Mezzo’ di Massimo Carminati.

De Donno, da 36 anni sacerdote a Ostia, dove ha insegnato religione per oltre 30 in un liceo scientifico, è anche presidente della Caritas locale e impegnato a fondo per i migranti e da 12 anni pure alla testa dello Sportello antiusura. “Dialogheremo anche con CasaPound, se vorranno – dice – la mia è una candidatura civica, di dialogo e non di scontro. Ho deciso di candidarmi perché non vedevo nessuno in grado di portare avanti le istanze che mi stanno a cuore”.

Alcuni fedeli sono sconcertati: «Ci servono bravi preti oggi, non altri politici»; altri sono contenti di levarsi di torno questo prete «troppo sinistroide». I commenti si sprecano anche su Facebook: «Se hai scelto di entrare in politica è per dare un aiuto ancora più forte al tuo quartiere che ha bisogno di “politici” che diano tutto se stessi senza scendere a compromessi», scrive un utente; «i preti come te sono il motivo per il quale la Chiesa cattolica non ha più alcuna credibilità in Italia e nel mondo. Almeno smetterai di fare danni con le tue prediche», scrive un altro. (Salvatore Cernuzio, La Stampa)

Benvisto a sinistra, prete rosso per alcuni, appoggiato da alcune associazioni di volontariato – Alternativa Onlus, Ostia per l’Africa tra queste – don De Donno per lo striscione di Cpi ha avuto la solidarietà dell’ex capogruppo Sel in Campidoglio, Gianluca Peciola.

De Donno è nato il 2 giugno 1946, il giorno in cui l’Italia nel referendum scelse la Repubblica. Le priorità del prete candidato sono il recupero e la valorizzazione del patrimonio naturalistico e archeologico di Ostia, una politica partecipata per scegliere insieme le cose da fare, “e giustizia sociale sopra a tutto”. Inoltre c’è la lotta alla mafia, presente con diverse organizzazioni sul litorale romano. “La conosco bene – dice il prete – per la mia lunga esperienza contro l’usura. Ci vuole una rete solidale per togliere quel vuoto delle istituzioni in cui la mafia prospera. Il muro contro muro spetta alla magistratura e alle forze dell’ordine”.

To Top