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Elezioni anticipate? 17 settembre o il 24: se ok definitivo legge elettorale entro il 7 luglio

Elezioni anticipate? 17 settembre o il 24: se ok definitivo legge elettorale entro il 7 luglio

Elezioni anticipate? 17 settembre o il 24: se ok definitivo legge elettorale entro il 7 luglio

ROMA – Elezioni anticipate? 17 settembre o il 24: se ok definitivo legge elettorale entro il 7 luglio. Se come dichiara la presidente della Camera Boldrini “non c’è automatismo tra approvazione della legge elettorale e urne anticipate”, allora è vero unicamente in linea teorica oppure esprime al massimo un pio desiderio, perché più “granitica” dell’accordo tra i quattro grandi partiti che rimarrebbero sulla scena con il modello tedesco (Pd, M5S, Fi, Lega) c’è, appunto, solo la volontà di andare al voto il prima possibile. Il 17 settembre, al massimo il 24, non più tardi perché incombono nota di aggiornamento al Def e manovra di bilancio di fine anno.

Incombenze da lasciare in eredità al prossimo Parlamento: del resto, “sulla legge elettorale è in atto un grande accordo istituzionale”, come dice Renato Brunetta, proprio ciò che chiedeva il presidente della Repubblica. Che non sarà tirato per la giacca, non sarà “ricattato” da un atto di sfiducia della direzione Pd per mandare a casa Gentiloni, non potrà dire no a nuove elezioni  – segnala Tommaso Ciriaco su Repubblica – se a chiederle saranno i quattro capigruppo parlamentari.

Elezioni il 17 o il 24 settembre, dunque. A patto che il “tedesco” tagli in tempo il traguardo. L’agenda renziana prevede il semaforo verde dell’Aula di Montecitorio entro il 9 giugno, poi l’ok definitivo di Palazzo Madama prima del 7 luglio. Se qualcosa dovesse incepparsi, invece, allora la finestra elettorale rischierebbe di chiudersi. Troppi i rischi per la finanza pubblica, a ottobre. Meglio accettare l’epilogo del 2018. (Tommaso Ciriaco, La Repubblica)

Il percorso di uscita accelerata dalla legislatura è quindi delineato, il primo ok delle commissioni è un buon viatico. Gli altri piccoli sono furiosi perché vedono prossime le urne. Il testo Fiano, infatti, definisce già i collegi riferendosi a quelli del 1993 per il Mattarellum, e una volta approvata la legge non ci sarebbe bisogno di attendere che il governo li perimetri, allontanando così le elezioni. Des-Cd, Ci, Mdp, Si) sostengono che in questo la legge è incostituzionale perché il riferimento è il Censimento del 1991 e non l’ultimo, come impone la Carta.

San raffaele

 

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