Blitz quotidiano
powered by aruba

Elezioni comunali 2016: voto disgiunto come funziona

ROMA – Elezioni comunali 2016, come funziona il voto disgiunto? C’è la possibilità in questa tornata di amministrative di poter esprimere la propria preferenza per un candidato sindaco e per consiglieri comunali appartenenti a un’altra lista (anche che non sostiene quel candidato). Questa possibilità è valida solo nei comuni con più di 15mila abitanti.

Spiega Francesco Zaffarano su la Stampa:

In questi Comuni, quindi, i voti possibili sono tre: solo per il candidato sindaco (croce sul nome), solo per la lista (croce sul simbolo, ma in questo caso il voto si estende automaticamente al candidato sostenuto dalla lista) e, appunto, il voto disgiunto. A questi si aggiungono le massimo due preferenze per i candidati alla carica di consigliere comunale: basta segnare il nominativo sulle righe a lato del simbolo della lista scelta.

Il voto disgiunto in questi anni ha spostato molte preferenze. Come ha calcolato YouTrend , ad esempio, alle comunali di Napoli del 2001, il peso del voto disgiunto è valso il 10,93% dei voti totali. In quell’occasione vinse l’outsider De Magistris, riuscendo a scalzare il Partito Democratico dopo 18 anni di amministrazione di centrosinistra.

Ma c’è un ma: nel 2014 sono cambiate le regole per la composizione grafica delle schede elettorali, spostando il nome del candidato sindaco da un ampio spazio a sinistra (affiancato a destra dall’elenco delle liste, come nell’immagine sotto) a una striscia più sacrificata sotto la quale si dispiegano i simboli dei partiti e movimenti a sostegno del candidato. Quella che sulla carta doveva essere solo un accorgimento grafico ha avuto una ricaduta sulle preferenze espresse.

Immagine 1 di 8
  • Roma, elezioni amministrative 5 giugno 2016: guida al voto 10Scheda elettorale sindaco
  • Il fac simile della scheda elettorale
  • Candidati alla carica di Sindaco di Roma e relative liste di appoggio
Immagine 1 di 8