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Enrico Letta balla la Dab Dance. Quella che faceva Pogba dopo i gol FOTO

Enrico Letta balla la Dab Dance. Quella che faceva Pogba dopo i gol FOTO

Enrico Letta balla la Dab Dance. Quella che faceva Pogba dopo i gol

ROMA – Enrico Letta come Paul Pogba: l’ex premier si è lanciato nella Dab Dance, balletto reso famoso proprio dall’ex giocatore della Juve, che esultava così dopo i gol in bianconero.

Racconta l‘AdnKronos che è accaduto

al termine del convegno ‘Andreatta lectures’ organizzato dall’associazione Arel, al ‘Centro Studi Americani’. L’ex premier si è fatto immortalare insieme agli studenti presenti all’incontro nella ormai virale posa della ‘dab dance’ (un gesto resa famoso in Italia anche grazie all’esultanza dell’ex campione juventino Paul Pogba), che si fa distendendo un braccio e ripiegando l’altro verso il petto e abbassando la testa. Il gesto è stato postato su Facebook dalla pagina ‘Gli eurocrati’. Letta spiega divertito: ”Me lo hanno insegnato i miei figli, sto provando a farlo meglio…”.

Per le elezioni europee servono liste “transnazionali, il cui risultato, chiaro e lampante, offrirebbe la possibilità di disegnare gli equilibri politico-istituzionali in maniera trasparente, sulla cui base poi compiere delle scelte in termini di politiche europee”. La proposta è dell’ex premier Enrico Letta in un intervento sul quotidiano Il Tirreno.

“Così facendo usciremmo dalla trappola di elezioni europee che non sono altro che un grande test per verificare la forza di un governo nazionale in carica”, dice Letta indicando già una possibilità concreta: “Con la Brexit si libereranno 73 seggi al Parlamento europeo, oggi riservati agli eurodeputati britannici. Si potrebbe creare facilmente – spiega Letta – un nuovo collegio elettorale che comprenda i territori di tutti e 27 i Paesi membri. E così far eleggere questo gruppo di 73 rappresentanti del popolo europeo attraverso un voto che unirebbe davvero o cittadini dei paesi dell’Unione, da Strasburgo a Tallin, da Barcellona a Dubrovnik”.

Per Letta, infatti, “la questione chiave rimane il senso di utilità del voto. E’ necessario che i cittadini abbiano la possibilità di influenzare davvero le decisioni europee”, anche perchè essendo “l’identità al centro di tutto”, il “ruolo del cittadino, il peso del suo voto, la volontà di determinare le scelte fatte a Bruxelles, si trasformano sempre più spesso in frustrazione. Alla fine, infatti, non si riesce davvero a capire il ‘chi’ e il ‘come’ delle decisioni prese a livello europeo”.

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