Blitz quotidiano
powered by aruba

Errani commissario al terremoto. Gasparri: “Passo falso”. “Fece bene in Emilia” ma lì siamo al Nord

ROMA – La scelta di Vasco Errani come commissario straordinario per la ricostruzione post terremoto ha provocato reazioni contrastanti, sia nella Lega sia da altre parti della destra. Maurizio Gasparri è partito a testa bassa;

“La scelta di Errani fa un passo falso. In Emilia le cose non sono andate molto bene con la ricostruzione post terremoto. Nominare Errani commissario straordinario è più una mossa temeraria e di tipo congressuale per le logiche interne al Pd. Renzi farebbe bene a scegliere una figura tecnica con competenze e risultati ben diversi da quelli catastrofici conseguiti da Errani”.

Molti, fuori dagli schieramenti, hanno pensato che la scelta sia funzionale alla ricerca di equilibri interni al Pd da parte di Renzi. Errani è in corrente con il piacentino di Bettola Pier Luigi Bersani e per Renzi può rappresentare un ponte.
Roberto Calderoli che ha appoggiato la scelta, non rinuncia a dire: !Ho il sospetto che questa nomina sia figlia della necessità di trovare equilibri interni nel Pd». Netto riferimento alla vicinanza di Errani all’area bersaniana”.

Gi Meloni, leader dei Fratelli d’Italia, aggiunge; “Non mi pare una grande idea visto che non ha un curriculum specifico, sarebbe stato meglio indicare un prefetto”.

La nomina di Errani è molto apprezzata dagli esponenti del centro-sinistra. «Non solo parliamo di una persona per bene ma di un grande amministratore che ha dato prova di saper fare, di saper far bene e anche di ricostruire la sua terra dopo il terremoto», ha detto il vice segretario del Pd Deborah Serracchiani sintetizzando le posizioni di altri dirigenti di Pd, Scelta Civica, Sinistra Italiana e anche della Coldiretti.  Ma quale è il bilancio di Vasco Errani, presidente della Regione Emilia Romagna colpita dal terremoto nel 2012?

Il Messaggero di Roma ha tentanto un bilancio, che suona trionfale:
“Il modello Emilia, solo in 280 ancora nei moduli temporanei”.

Dovrebbe aggiungere: però qui siamo al Nord, il Meridione è altra cosa, come lo stesso Errani fa capire nelle frasi riportate sotto.
Scrive il Messaggero che “oggi in Emilia non tutto è fatto, ma venticinque dei sessanta comuni colpiti hanno completato la ricostruzione di case e imprese, i nuclei familiari assistiti sono passati da oltre 19.000 a 2.491, le persone che ancora alloggiano in moduli temporanei sono 280.

È vero, molti centri storici e beni culturali ancora attendono. Il meccanismo dei rimborsi è stato accusato di essere troppo complicato. Chi ancora non ha una casa giustamente si lamenta.
Ma in quelle terre si dice con orgoglio che «l’Emilia ha tenuto botta». La ricetta di questo risultato la spiegò Errani stesso due anni fa. Alla base c’era stata la reazione della gente, che «si è data da fare e si è dimostrata solidale. Bisogna rivendicare i propri diritti ma bisogna anche darsi da fare». Poi,fondamentale è stata la collaborazione tra istituzioni, sindaci in prima linea. «Perché per agire correttamente bisogna conoscere il territorio». E come ultimo tassello Errani mise la correttezza, per dare a tutti la certezza «di chiedere ciò di cui si ha diritto e non un euro in più».
Conclusione: il Modello emilianò, è sempre stata la rivendicazione di Errani, avrebbe potuto fare da base ad una legge nazionale organica sulle emergenze.
Probabilmente, ma sopra la Linea Gotica.