Blitz quotidiano
powered by aruba

Fabio Rizzi e la Spectre! a libro paga della sanità lombarda

Fabio Rizzi e la società dove compariva come socio occulto denominata "Spectre!". Le intercettazioni della "zarina" Canegrati inguaiano l'uomo forte di Maroni

MILANO – Fabio Rizzi, capogruppo leghista alla Commissione sanità alla regione Lombardia, avrebbe raccolto parte dei proventi delle tangenti insieme al suo braccio destro Mario Longo in una società creata ad hoc e in cui figurano come soci occulti, prestanomi le mogli, e chiamata con dubbia fantasia “Spectre!”.

Tra l’altro, 5mila euro mensili affluivano nelle casse della Spectre!: foraggiatrice dell’uomo forte di Maroni in Regione, secondo l’accusa dei magistrati di Monza che indagano, Maria Paola Canegrati, titolare della Servicedent, aggiudicatrice privilegiata di tutti gli appalti per le prestazioni odontoiatriche in Lombardia, descritta come la “zarina”  della sanità lombarda. Le intercettazioni che la riguardano offrono uno spaccato del rapporto con i presunti corrotti leghisti, in particolare le dazioni personali e quelle per l’attività politica di Fabio Rizzi.

E quindi: “Non lo mando a cagare giusto perché Busto me l’ha fatta prendere lui, eh. Una parte gliela dovrò dare”. Un fiume di denaro. Dai 50mila euro in due rate a Longo a quelli in nero per le Regionali 2013 per Rizzi: “Ti dico una cosa riservatissima – ammette Longo – la campagna elettorale di Fabio l’ha sostanzialmente finanziata al 100%”.  (Massimo Pisa e Emilio Randacio, La Repubblica)

La ‘tattica’ di Maria Paola Canegrati per “superare eventuali problemi di concorrenza nell’ aggiudicazione degli appalti pubblici attraverso la corruzione” non si è limitata “ad ottenere la protezione dei vertici politici della Regione di fatto mettendo Rizzi e Longo a libro paga”. L’imprenditrice, in carcere nell’ambito dell’inchiesta di Monza sul malaffare nel mondo della sanità lombarda con, tra gli altri, il presidente della commissione regionale Sanità Fabio Rizzi, avrebbe ricompensato i pubblici ufficiali con “l’assunzione di figli, coniugi o amici”.

Tra le altre fonti di approvvigionamento, diciamo così, del presunto sodalizio tangentista, si sospetta lo sfruttamento di un progetto di solidarietà lanciato dalla Regione e destinato allo stato di Goya in Brasile (un dettaglio significativo, la compagna del politico accenna a bigliettoni, pezzi da 500 custoditi nella mansarda).

Ebbene, “stando alle intercettazioni, emerge inequivocabilmente che i due indagati utilizzino il meritevole progetto al solo scopo di trarre profitti personali, mascherati con compensi per consulenze”. Quanto? In una telefonata dell’8 agosto scorso, è lo stesso Rizzi a confessarlo alla compagna, Lorena Pagani: “Dall’ospedale pediatrico brasiliano potrebbero venire fuori un paio di milioni a testa”.  (Massimo Pisa e Emilio Randacio, La Repubblica)

Peraltro, la ragione sociale della Lega – lavoro ai padani – sarebbe stata strumentalizzata per fini di arricchimento personale in spregio alle regole della concorrenza e dell’offerta più vantaggiosa come nel caso di un appalto in cui un concorrente svizzero viene fatto fuori grazie al regolamento per far vincere ditte a km zero. Definitivo è il commento del gip che ha autorizzato gli arresti:  “Non merita commenti la strumentalizzazione dell’idea politica alla base del partito di appartenenza di Rizzi ai propri interessi economici”.