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Fascismo, illegali gadget del Duce. Proposta Pd alla Camera

ROMA – Rendere illegali i gadget del Fascismo. Lo prevede una proposta di legge depositata alla Camera dal deputato Pd Emanuele Fiano, che vorrebbe includere nel codice penale le norme della Legge Scelba, quella che nel dopoguerra introdusse il reato di apologia di fascismo. Finirebbero così fuori legge tutti quei fermacarte a forma di capoccione del Duce, i calendari con le foto del Ventennio e le magliette con gli slogan fascisti, che da anni inondano i mercatini frequentati da collezionisti nostalgici. Gadget che recentemente sono finiti persino sugli scaffali di un supermercato Coop a Reggio Emilia che vendeva bottiglie di vino con la silhouette del Duce sull’etichetta.

Il reato di apologia così come previsto nel 1952 è rimasto legge ma non è nel codice penale. La proposta di Fiano vorrebbe punire “come reati specifici nel codice penale tutti i reati di riproduzione di atti, linguaggi e simboli dell’allora partito fascista”.

Ma la domanda sorge spontanea. Claudio Del Frate sul Corriere della Sera ha chiesto al deputato: “Davvero dobbiamo avere paura di questo armentario da quattro soldi? Davvero devono farci paura le immagini d’antan e certe pose che a molti appaiono più grottesche che marziali?”. Questa la risposta di Fiano: “Se guardiamo a quel che sta avvenendo in molte parti d’Europa, dove stanno riprendendo spazio molti movimenti xenofobi, dico che certi atteggiamenti non possono essere assolutamente sottovalutati. Si tratta di simboli? Certo, ma anche i simboli rivestono il loro ruolo. Se riteniamo non più punibili i simboli allora anche ciò che essi rappresentano rischia di non essere più percepito come un problema”.

 


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