Blitz quotidiano
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Fausto Bertinotti si converte a… Comunione e Liberazione

ROMA – Fausto Bertinotti si converte a… Comunione e Liberazione. “L’eutanasia del movimento operaio ha disperso la memoria di cosa è stato il dialogo con il mondo cattolico”. Lo afferma al Corriere della Sera, Fausto Bertinotti, secondo cui “il movimento operaio è morto”, “solo la Chiesa sta cercando di reagire”.

Fausto Bertinotti, che in queste settimane ha partecipato in diverse città alla presentazione del libro del successore di don Giussani, fondatore di Comunione e Liberazione, spiega anche: “In Cl ho ritrovato un popolo. E Julian Carrón ci fa riflettere sulla natura del potere”. “Il problema della politica – spiega Bertinotti – è che distrutte le ideologie si è ritrovata depredata, priva di riferimenti. Il dialogo con chi ha una fede può essere la scintilla che ridà speranza”.

“La sinistra come istanza di uguaglianza – aggiunge – riaffiora, anche se ignorata, nel campo delle nuove forme di organizzazione comunitaria della società”. Alla domanda se si senta folgorato dalla fede religiosa, Bertinotti replica: “No, questo sarebbe la negazione del dialogo che deve essere tra diversi. Se uno pensa di farsi cooptare vuol dire che non ha identità”.

Il rapporto più stretto è nato con Comunione e liberazione. Perché?

«L’incontro è nato nel quadro della crisi di civiltà di cui ho detto, con una economia che spinge sempre più l’acceleratore sulla disumanizzazione del lavoro. Per uscirne serve un dialogo tra diverse fedi. Il problema della politica, se vogliamo vederla da questo versante, è che, distrutte le ideologie si è ritrovata depredata, priva di riferimenti. Il dialogo con chi ha una fede può essere la scintilla che ridà speranza».

Tra lei e Cl chi ha preso l’iniziativa?

«Il primo contatto è avvenuto con i referenti di Cl di Sestri Levante, tre anni fa, per un dibattito estivo. Sembrava uno dei tanti incontri e invece…». (Corriere della Sera)