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Favria (Torino), sindaco Serafino Ferrino si oppone a nozze gay: “E non delego nessuno”

TORINO – Il sindaco si rifiuta di celebrare le nozze gay. Fa “obiezione di coscienza” e nega ad una coppia di giovani di Favria (Torino) il diritto ad unirsi in matrimonio: non solo lui si rifiuta di celebrare le nozze, infatti, ma non vuole concedere a nessuno la delega a farlo.

 

“Non è una sfida alla legge, ha assicurato il primo cittadino, Serafino Ferrino, che in passato aveva aderito al movimento delle Sentinelle in piedi, ma non me la sento di andare contro i dettami etici che mi appartengono. E in questa posizione sono certo si trovino tantissimi sindaci in Italia”.

Un no che scatena le polemiche politiche, proprio perché il sindaco ha annunciato l’intenzione di non concedere a nessuno la delega di celebrare il matrimonio. E che rischia di avere anche conseguenze giuridiche.

Deputati e consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle si dicono infatti pronti a denunciare il sindaco Ferrino per omissione in atti d’ufficio. “E’ suo dovere garantire il rispetto dei diritti sanciti dalla Costituzione e dalla legge”, sostegno i pentastellati, schierati con le associazioni gay nel sostenere che la nuova legge sulle unioni civili non prevede l’obiezione di coscienza.

“Nessun principio etico viene messo in discussione dall’applicazione della legge – sostiene la presidente di Arcigay Torino, Francesca Puopolo – né questo può essere impugnato per impedire che l’unione tra due persone che si amano possa realizzarsi. La società cambia e con essa nascono nuove famiglie, che hanno la stessa dignità a prescindere dalla loro composizione; chi si oppone idealmente al riconoscimento di tali famiglie è fuori dalla storia”.

Parla di “decisione inaccettabile” anche il coordinatore di Torino Pride, Alessandro Battaglia, mentre Nicola Frantoianni, dell’esecutivo nazionale di Sinistra Italiana, chiede al governo di intervenire contro “una inaccettabile manifestazione di omofobia” e l’europarlamentare Pd Daniele Viotti si spinge addirittura a chiederne le dimissioni da sindaco.

“La coppia può tranquillamente sposarsi davanti all’ufficiale di Stato civile, che non ha bisogno di nessuna delega – ribatte il sindaco di Favria -. Ben venga, comunque, la denuncia, se serve ad alimentare un confronto serio, a livello nazionale, sull‘obiezione di coscienza. Non me la sento di celebrare l’unione tra due persone dello stesso perché sono convinto che il matrimonio sia una prerogativa di coppie formate da un uomo e una donna. Perché ai ginecologi è concessa, per quanto riguarda l’aborto, e ai sindaci no?”.