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Federica Guidi si dimette per emendamento petrolio

ROMA – Federica Guidi, ministro per lo Sviluppo economico, si è dimessa. Guidi ha retto qualche ora sulla graticola delle notizie di stampa che, da giovedì pomeriggio, danno conto di una serie di intercettazioni telefoniche. Il compagno del ministro, Gianluca Gemelli, è indagato dalla procura di Potenza. Nelle intercettazioni Guidi faceva riferimento a un emendamento della legge di stabilità che avrebbe favorito l’azienda del compagno, attiva nel campo dell’estrazione del petrolio.

Gemelli è accusato di traffico di influenze illecite perché “sfruttando la relazione di convivenza che aveva col ministro allo Sviluppo economico – si legge nel capo d’imputazione contenuto nell’ordinanza di misure cautelari – indebitamente si faceva promettere e otteneva da Giuseppe Cobianchi, dirigente della Total” le qualifiche necessarie per entrare nella “bidder list delle società di ingegneria” della multinazionale francese, e “partecipare alle gare di progettazione ed esecuzione dei lavori per l’impianto estrattivo di Tempa Rossa”.

In una breve lettera a Matteo Renzi, Guidi spiega così il passo indietro:

“Caro Matteo sono assolutamente certa della mia buona fede e della correttezza del mio operato. Credo tuttavia necessario, per una questione di opportunità politica, rassegnare le mie dimissioni da incarico di ministro. Sono stati due anni di splendido lavoro insieme. Continuerò come cittadina e come imprenditrice a lavorare per il bene del nostro meraviglioso Paese”. E’ quanto scrive il ministro dello Sviluppo, Federica Guidi nella lettera inviata al presidente del Consiglio Matteo Renzi con la quale si dimette dal governo.

“Quell’emendamento passa”. E’ uno dei passaggi delle intercettazioni che mettono in imbarazzo Federica Guidi, ascoltata dagli inquirenti mentre parla con il compagno, ora indagato, Gianluca Gemelli. Intercettazioni che tirano in ballo anche il ministro Maria Elena Boschi. Di cosa si tratta? Ne parla Repubblica:

Un emendamento alla Legge di Stabilità, approvato all’ultimo momento nel dicembre del 2014, con il quale si dava il via libera al progetto di estrazione di petrolio Tempa Rossa, opera contestatissima dalle associazioni ambientaliste, mette in grandissima difficoltà il ministro delle Attività produttive, Federica Guidi. Quell’emendamento favoriva infatti le aziende del fidanzato, Gianluca Gemelli, ora indagato dalla procura di Potenza. Tutto prende le mosse da un’inchiesta che coinvolge Gemelli e altre persone.

Continua Repubblica:

Cinque funzionari e dipendenti del centro oli di Viggiano (Potenza) dell’Eni – dove viene trattato il petrolio estratto in Val d’Agri – sono stati posti agli arresti domiciliari dai carabinieri per la tutela dell’ambiente perché ritenuti responsabili, a vario titolo, di “attività organizzate per il traffico e lo smaltimento illecito di rifiuti”. Fra gli indagati, anche Gianluca Gemelli, imprenditore e compagno della ministra dello sviluppo economico Federica Guidi.

Ecco le conversazioni intercettate e pubblicate da Repubblica:

“Dovremmo riuscire a mettere dentro al Senato se… è d’accordo anche Mariaelena la… quell’emendamento che mi hanno fatto uscire quella notte. Alle quattro di notte… Rimetterlo dentro alla legge… con l’emendamento alla legge di stabilità e a questo punto se riusciamo a sbloccare anche Tempa Rossa… ehm… dall’altra parte si muove tutto!”. Il compagno le chiede se la cosa riguardasse i suoi amici e il ministro gli risponde: “Eh certo, capito? Per questo te l’ho detto”.vuta la notizia Gemelli chiama subito il rappresentante della Total: “La chiamo per darle una buona notizia..ehm.. .si ricorda che tempo fa c’è stato casino..che avevano ritirato un emendamento…ragion per cui c’erano di nuovo problemi su tempa ross … pare che oggi riescano ad inserirlo nuovamente al senato..ragion per cui..se passa…e pare che ci sia l’accordo con Boschi e compagni…(…) se passa quest’emendamento… che pare… siano d’accordo tutti…perché la boschi ha accettato di inserirlo… (…) è tutto sbloccato! (ride ndr)…volevo che lo sapesse in anticipo! (…) e quindi questa è una notizia…”. Dalle indagini fatte poi dagli agenti della squadra mobile di Potenza che hanno svolto le indagini è emerso che l’emendamento era stato inserito nel maxiemendamnento alla Legge di stabilità del 2015, modificato dal Senato il 20 dicembre, con il quale si dava il via al progetto Tempa Rossa.

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