Blitz quotidiano
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#fertilityday. Renzi la snobba: “Non fai figli con un cartellone”

ROMA – #fertilityday. Renzi la snobba: “Non fai figli con un cartellone”. E’ vero, il tribunale dei social network ha irriso e condannato la campagna del ministero della Salute Beatrice Lorenzin per incentivare le donne a fare figli, possibilmente senza aspettare i trent’anni: ma se anche il presidente del Consiglio, suo diretto superiore, snobba l’operazione, allora l’affare si fa politico.

Sollecitato alla radio Rtl 102,5 sulla campagna, Matteo Renzi non si è tirato indietro: “Non sapevo niente della campagna del Ministero, non l’avevo vista, avevo problemi più importanti da seguire. Certo non conosco nemmeno un amico che fa un figlio perché ha visto un cartellone, se vuoi creare una società che scommette sul futuro devi creare le condizioni strutturali, gli asili nido, i servizi, creare lavoro. Nei paesi dove si fanno figli non credo che sia per effetto di una campagna”.

Quindi, per ricapitolare, Renzi non conosceva quel che un suo ministro stava preparando, un ministro a caccia di visibilità per il partito che rappresenta, l’Ncd che difende la famiglia e propone slogan del tipo, “Datti una mossa! Non aspettare la cicogna”, “La bellezza non ha età, la fertilità sì”. Renzi la pensa come coloro che sui social hanno riversato tutta la loro indignazione (“#fertilityday con lo stipendio di soreta”, per dire): Lorenzin offende in un sol colpo chi non può metter su famiglia perché non può finanziarne l’impegno e chi non riesce ad avere figli (senza contare che il ministro è diventata mamma l’altro ieri).

Renzi ammette che la campagna è segnata da una retorica degna di altri tempi perché – e sembra una critica a se stesso – servono asili nido e strutture adeguate, forse anche una modificazione radicale della mentalità italiana dove il welfare inizia e finisce tra le pareti domestiche, dove lo stato sociale ha il volto di un nonno disponibile.