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Fiamma Negrini e Fasci italiani del lavoro ammessi alle elezioni: via funzionari commissione

Fasci italiani del lavoro ammessi alle elezioni: via funzionari commissione. E Fiamma Negrini sul web...

Fiamma Negrini e Fasci italiani del lavoro ammessi alle elezioni: via funzionari commissione (foto Ansa)

SERMIDE E FELONICA – Hanno ammesso la lista “Fasci italiani del lavoro” alle elezioni del comune di Sermide e Felonica (Mantova) e ora sono stati sollevati dall’incarico: il prefetto di Mantova, d’intesa con il Ministro dell’Interno e il presidente della Corte di appello di Brescia, “ha revocato le designazioni dei funzionari componenti della settima sottocommissione elettorale circondariale di Mantova, competente per quel comune”. Lo fa sapere la Prefettura di Mantova. Resta il fatto che la lista ha preso il 10% dei voti ed è entrata in consiglio comunale. E quel voto vale, aldilà delle “pezze” messe a posteriori dal Viminale.

Infatti non avrà riflessi immediati sull’esito delle elezioni nel Comune di Sermide-Felonica il provvedimento di revoca dei funzionari della sottocommissione elettorale che aveva ammesso la lista dei Fasci del lavoro. Lo ha precisato questa sera la prefettura di Mantova, che ha definito quello del prefetto un “atto politico”. La revoca dei funzionari riguarderà le prossime tornate elettorali. Il risultato, viene ancora precisato, non è messo in discussione.

A rappresentare i fasci sarà Fiamma Negrini, 20 anni, studentessa figlia di Claudio, fondatore del movimento e anima della lista. I Fasci hanno raccolto 334 voti, pari al 10,41%. “Un risultato straordinario – dice Negrini, che tiene a rispondere alle polemiche suscitate dal simbolo della sua lista – : Quello non è il fascio littorio ma il fascio della Repubblica sociale; sono 15 anni che presento lo stesso simbolo in tutt’Italia e nessuno ha mai avuto nulla da ridire. Vorrà dire che la prossima volta lo cambierò”. Sul web spopolano le sue foto, per molti internauti è già un sex symbol.

San raffaele

La presidente della Camera, Laura Boldrini, aveva scritto al ministro dell’Interno, Marco Minniti, ricordando che, scrive Repubblica,  

“L’ammissione alle elezioni di una lista che si richiama dichiaratamente a nomi e immagini del partito fascista desta forti perplessità sul piano giuridico in quanto – come rilevato, tra gli altri, dall’Anpi – sembra contrastare con le norme costituzionali e legislative che vietano la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del partito fascista”.

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