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Foto mafiosi, Delrio: “Pezzi di Stato tramano contro Stato”

ROMA – Inchiesta sul giacimento petrolifero Tempa Rossa, dopo le intercettazioni delle telefonate tra Gianluca Gemelli (compagno della ex ministra Federica Guidi) e Valter Pastena, il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio si difende: “Pezzi dello Stato tramano contro altri pezzi dello Stato”. E annuncia: “Ho presentato un esposto alla Procura di Roma per sapere se davvero un carabiniere ha preparato dei dossier falsi contro un ministro della Repubblica”.

Delrio parla in una intervista concessa a Claudio Tito di Repubblica all’indomani della diffusione delle intercettazioni tra Gemelli e Pastena in cui si parla di foto di lui insieme ai mafiosi di Cutro (Crotone).

“I Carabinieri sono venuti a portarmi in ufficio un regalo. Usciranno le foto di del Delrio a Cutro con i mafiosi…”, dice Pastena a Gemelli in una delle telefonate registrate dagli investigatori.

“A questo punto voglio sapere se davvero pezzi dello Stato tramano contro altri pezzi dello Stato. Voglio sapere se davvero un Carabiniere ha preparato dei dossier falsi contro un ministro della Repubblica. Ho deciso di presentare su questo un esposto alla procura di Roma. Voglio la verità”,

chiarisce a Repubblica il ministro, che assicura di non aver “nulla da temere”. E spiega che a Cutro era andato

“da sindaco di Reggio Emilia. Le due città sono gemellate. Ero lì con la fascia tricolore. Sono andato ad una cerimonia, per qualche metro ho seguito la statua locale della Madonna. E basta. Hanno provato a invischiarmi in quella roba, ma non hanno trovato niente perché era impossibile trovare qualcosa. Mai un avviso di garanzia”.

Delrio dice di essere attaccato da un “comitato d’affari”. E poi passa ad enumerare le azioni compiute contro la mafia da quando fa parte del governo Renzi:

“Appena arrivato al governo con Renzi, abbiamo nominato Gratteri, magistrato antimafia, alla presidenza della commissione per riscrivere il codice di procedura penale. Io sono stato sempre contro la mafia figuratevi se andavo a Cutro per incontrare i mafiosi”.

Tito su Repubblica lo incalza anche su una altra intercettazione, in cui Nicola Colicchi, ex lobbista di Finmeccanica, ha raccontato a Gemelli che il presidente di Confindustria Sicilia, Ivan Lo Bello, sarebbe andato proprio dal ministro per sponsorizzare la conferma di un loro “protetto” Alberto Cozzo come commissario straordinario dell’autorità portuale di Augusta.

“È vero che Lo Bello è venuto un paio di volte da me. Ma mi ha sempre parlato del rinnovamento dell’aeroporto di Catania. Le camere di commercio sono i soci dell’Aeroporto, era normale. Ma non ricordo assolutamente che mi abbia mai parlato di Cozzo. Di certo non lo ha sponsorizzato, me lo ricorderei”, ha risposto Delrio.

E sul fatto che Cozzo sia stato effettivamente confermato dice:

“Ma io ho prorogato i commissari in attesa che entri in vigore la riforma dei porti con i nuovi meccanismi di nomina delle autorità portuali. Il che accadrà entro un paio di mesi”.

Se c’è una persona che gli ha parlato bene di Cozzo, dice Delrio, quella è

la sindaca di Augusta, del Movimento 5Stelle, me ne ha parlato bene. E le ho detto che non mi sembrava così bravo. Non mi sembra un fulmine di guerra. Li ci sarebbero una marea di investimenti da utilizzare, ma non mi sembra che si dia da fare. Gli ho anche affiancato l’Anac (l’Autorità anticorruzione, ndr.) per evitare problemi. Insomma, io ho la coscienza a posto e non ho nulla di cui aver paura”.

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