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Giarrusso (M5s) a giornalista Rai: “Buttati a mare con una pietra al collo”

PALERMO – “Buttati a mare con una pietra al collo”. Così il senatore M5s Michele Giarrusso si è rivolto al giornalista del Tgr sicilia Davide Camarrone, “reo” di aver criticato l’uscita infelice del collega di partito di Giarrusso, Luigi Di Mario, sulla “lobby dei malati di cancro“. La vicenza finirà in tribunale, stando a quanto ha fatto sapere il giornalista che ha “dato mandato ai suoi legali di procedere contro il politico in sede civile e penale”.

Lo scontro si è consumato su Facebook: tutto è nato da un post in cui Camarrone esprimeva pesanti giudizi sull’uscita infelice di Di Maio, frase che, tra l’altro, aveva già suscitato un polverone di polemiche. Nella vicenda è intervenuto Giarrusso che, in un successivo post, ha invitato Camarrone a mettersi una pietra al collo e suicidarsi, incitando anche altri esponenti dei 5 Stelle a scrivere sulla bacheca del giornalista. “Sono stato intimidito, insultato e minacciato”, racconta Camarrone che ha comunque ricevuto diversi messaggi di solidiarietà dopo l’exploit del politico.

Sul caso Camarrone ha chiesto anche l’intervento del presidente del Senato Pietro Grasso. In una lettera a lui inviata scrive:

“Ho espresso pubblicamente la mia opinione su una polemica, quella sulla lobby del cancro: questione per me e per molti dolorosa. In conseguenza di ciò, ho letto, su Facebook, una frase a me indirizzata: ‘Ma buttati a mare con una pietra al collo’. Un invito al suicidio, in un post leggibile da chiunque, a firma del senatore Mario Michele Giarrusso, del M5S, che mi ha poi rivolto degli insulti e ha invitato a visitare il mio profilo Fb, che in breve si è riempito di altri insulti: insulti che continuano ad affluire. Oggi, infine, in un’intervista, egli ha sostenuto che strumentalizzassi la morte di mio padre per ragioni politiche. Un atteggiamento odioso, illiberale, violento. Mi rivolgo a lei – conclude – da semplice cittadino, e non da giornalista. Chiedo a lei se sia possibile che un rappresentante del popolo possa usare questi metodi, e se non ritenga di intervenire”.

A Camarrone sono intanto giunte attestazioni di solidarietà da più parti. In primis dal comitato di redazione del Tgr Sicilia per ”le pesanti e gravissime dichiarazioni fatte a suo indirizzo dal senatore del M5S Michele Giarrusso attraverso alcuni social network”. Le giornaliste e i giornalisti del Tgr Sicilia ritengono inaccettabile – si legge – che un membro del Parlamento della Repubblica inviti un giornalista a “buttarsi a mare con una pietra al collo”, definendolo “giornalaio che spera di fare carriera insultando il Movimento 5 Stelle”. Le frasi di Giarrusso sono inaccettabili e suscitano sdegno”. Il Cdr auspica ”una forte presa di posizione da parte dell’Ordine dei giornalisti e della Federazione nazionale stampa italiana, anche per la vasta eco avuta dall’episodio sulla stampa”.

Presa di posizione che non ha tardato ad arrivare. In un comunicato Fnsi si legge:

“Le frasi del senatore Michele Giarrusso contro il collega Davide Camarrone sono vergognose. Bene ha fatto il segretario dell’Usigrai a dire che non ci faremo intimidire da questi metodi squadristi. La Fnsi, nell’esprimere la propria solidarietà a Davide Camarrone e nel condividere la presa di posizione del Comitato di redazione del Tgr Sicilia, chiede alle istituzioni di intervenire per richiamare Giarrusso al rispetto dei valori costituzionali e del ruolo che ricopre”.

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