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Senatore M5s sfida il Pd: “Vado a processo e dimostrerò che in Sicilia…”

ROMA  –  La giunta per le immunità del Senato ha votato a favore della proposta del relatore Andrea Augello (Cor – Conservatori e riformisti) di dire sì alla sindacabilità per il senatore M5S Mario Michele Giarrusso accusato di aver diffamato la parlamentare del Pd Gaetana Greco. A favore della sindacabilità hanno votato il Pd e i 5 Stelle, contrario il centrodestra.

Il relatore Augello ha proposto alla giunta per le immunità del Senato presieduta da Dario Stefano di negare l’applicabilità della prerogativa costituzionale dell’insindacabilità alle opinioni espresse da Giarrusso. Dieci i voti a favore (cinque del Pd, due del Movimento 5 Stelle, uno dell’ex 5S Serenella Fucsia, uno di Carlo Giovanardi e l’altro del relatore Augello). Quattro, invece i contrari: Mario Ferrara (Gal), Enrico Buemi (Si), Bruno Alicata (Fi), Erika Stefani (Lega). Assenti al momento del voto Felice Casson (Pd), Nadia Ginetti (Pd) e Giacomo Caliendo (Fi).

A chiedere che si votasse contro l’insindacabilità era stato lo stesso Giarrusso e il Movimento 5 Stelle. Lo scorso 28 aprile era stato lo stesso senatore a sollevare l’eccezione di insindacabilità durante il processo che è stato avviato nei suo confronti dal tribunale di Enna per le dichiarazioni giudicate offensive nei confronti della parlamentare Pd Maria Gaetana Greco.

Dopo aver sollevato queste eccezioni di insindacabilità, in ben due memorie presentate davanti alla Giunta del Senato Giarrusso aveva sostenuto di non poter essere giudicato per affermazioni espresse nel suo mandato di parlamentare. Oggi il ripensamento. Tanto che sempre Giarrusso posta su Facebook un video in cui si dice contento del fatto che si possa avere un processo sulle sue dichiarazioni perché così si capirà una volta per tutte “come il Pd prenda i voti in Sicilia”. Il senatore, infatti, sul blog di Grillo e durante un comizio aveva detto, riferendosi alla parlamentare Greco che era “inammissibile e intollerabile che nel 2015″ fosse “ancora possibile esibire in maniera così plateale comportamenti e soggetti denotanti contiguità con gli ambienti mafiosi, per di più in una campagna elettorale”.

Il parlamentare siciliano aveva criticato la circostanza che Maria Gaetana Greco avesse assistito, in qualità di candidato sindaco del Pd in un comune siciliano, ad un comizio accanto a Giuseppe Giannito che, secondo Giarrusso, avrebbe intrattenuto “rapporti con soggetti mafiosi”, pur non essendo mai stato condannato per reati di mafia. Giannito, aveva spiegato il senatore M5S nella memoria depositata in giunta, ha una moglie “strettamente imparentata con soggetti coinvolti in numerose inchieste a partire dal 2009, quando la Squadra mobile della Questura di Enna eseguirono arresti “per reati di concorso e associazione a delinquere di stampo mafioso nell’ambito dell’operazione Green Line”.