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Giochi, Stabilità 2016: entro aprile la Conferenza Unificata

ROMA – Gli enti locali hanno cominciato il confronto sui temi dell’offerta del gioco pubblico. La prima tappa appena 4 giorni fa, durante la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, in cui è stato presentato il “Manifesto delle Regioni per la lotta alla ludopatia“. Il testo, proposto dalla Regione Lombardia, ha già raccolto l’adesione di Liguria, Veneto, Basilicata e Campania. Il manifesto sarà inoltre al centro della prima Conferenza Nazionale delle Regioni e degli enti locali sul contrasto al gioco d’azzardo, in programma a Milano il prossimo 9 marzo. Sottoscrivendo il documento, le Regioni si impegnano a presentare in sede di Conferenza unificata, (prevista con ogni probabilità il prossimo 24 marzo, ma la data non è ancora confermata), una serie di posizioni condivise in tema di regolamentazione del gioco e contrasto alle patologie ad esso collegate.

I PUNTI DEL MANIFESTO – “Alla Conferenza si chiede di non retrocedere dai terreni conquistati al gioco d’azzardo grazie alle buone azioni regionali, di garantire, con l’introduzione della futura cornice normativa di livello statale, la salvaguardia della normativa regionale preesistente”, spiega l’incipit del manifesto. I Presidenti di Regione firmatari si impegnano a garantire azioni di prevenzione e contrasto alla ludopatia attraverso:”l’introduzione di efficaci limitazioni all’installazione e alla diffusione delle apparecchiature per il gioco d’azzardo che contemplino distanze minime da luoghi sensibili quali istituti scolastici di ogni ordine e grado, luoghi di culto, luoghi di aggregazione giovanile, luoghi di cura; limitazioni alla pubblicizzazione, in qualsiasi forma, del gioco d’azzardo lecito; previsione di un’autorizzazione comunale per l’esercizio del gioco pubblico; possibilità, per i Comuni, di introdurre limitazione di orario dell’offerta dei giochi con vincita in denaro; elaborazione di criteri per i punti vendita ove si raccoglie gioco pubblico tali da ridurre il rischio di estraniamento del giocatore (…)”. Per quel che riguarda l’autonomia normativa regionale, il manifesto specifica: “è importante non vanificare i grandi progressi che molte Regioni hanno concretamente realizzato in tema di contrasto e prevenzione alla ludopatia: conservare e consolidare l’autonomia normativa significa salvaguardare la salute dei cittadini con azioni snelle ed efficaci. Un esempio: introdurre limiti di distanza dei punti di offerta di gioco dai luoghi sensibili anche in misura maggiore rispetto ai limiti eventualmente fissati a livello nazionale”.

IL QUADRO NORMATIVO – Il fatto che le caratteristiche dei punti di vendita dove si raccoglie gioco pubblico, nonché i criteri per la loro distribuzione e concentrazione territoriale, siano stabiliti in sede di Conferenza Unificata, è quanto stabilito dal comma 936 della Legge di Stabilità 2016. Le intese raggiunte saranno “recepite con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, sentite le Commissioni parlamentari competenti”. Il tema è tutt’altro che nuovo: nell’art.14 della Delega Fiscale (Legge 11 marzo 2014, n. 23), rimasta inattuata per quel che riguarda il settore dei giochi, il Consiglio dei Ministri avrebbe dovuto provvedere tramite decreto al “riordino delle disposizioni vigenti in materia di giochi pubblici”, introducendo l’applicazione di regole trasparenti e uniformi nell’intero territorio nazionale. Un atto normativo che avrebbe fatto chiarezza anche sulle forme vincolanti di partecipazione dei comuni nella dislocazione locale dei punti di gioco, in base a parametri di distanza da luoghi sensibili validi in tutto il Paese. Il fatto che i principi individuati con la Delega non siano stati attuati ha portato non solo alla mancata risoluzione del problema, ma anche all’inasprirsi dei contrasti tra governo centrale ed enti territoriali, che negli anni si è concretizzata con l’emanazione di provvedimenti approvati da Comuni e Regioni, aventi l’obiettivo di imporre limiti e condizioni alle attività di gioco, (seppur in contrasto con la competenza esclusiva dello Stato in questo ambito).

LA LOTTA ALLE SLOT COME GRIMALDELLO – Per quel che riguarda l’installazione degli apparecchi da intrattenimento, è stato imposto a livello locale il limite di 300 o 500 metri da scuole, oratori, ospedali, chiese o altri luoghi ritenuti “sensibili”. Hanno fatto scuola da questo punto di vista la Provincia autonoma di Bolzano, che ha iniziato ad adottare misure volte a disincentivare la diffusione di sale da giochi già 23 anni fa e la Liguria, con la Legge 30 aprile 2012 n. 18. Nella stessa direzione si sono mosse sostanzialmente anche altre regioni. Al fine di evitare che una legislazione a macchia di leopardo metta a rischio il funzionamento del mercato del gioco lecito, a favore di quello illecito, il legislatore ha perciò deciso di affidare alla Conferenza Unificata (sede congiunta della Conferenza Stato-Regioni e della Conferenza Stato-Città ed autonomie locali) il compito di far dialogare le parti per il raggiungimento di un’intesa comune. Intesa da raggiungere per rispettare il limite temporale imposto dalla Stabilità entro il 30 aprile prossimo.


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