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Giorgia Meloni come Veltroni: “Io mai stata fascista”

ROMA – Gi Meloni come Veltroni: “Io mai stata fascista”. Se valesse davvero l’esortazione evangelica per cui chi è senza peccato scagli la prima pietra, non una foglia dovrebbe muoversi non solo nel Parlamento italiano per irridere o insolentire, a seconda dei punti di vista, quella specie di coming out di Gi Meloni sulle sue radici politiche. Il trasformismo opportunista – e non il fisiologico procedere dalle ideologie alla realtà – essendo il denominatore comune dei tanti, troppi ex che surclassano perfino i post e gli anti. Mai stata fascista? “Le piaceva la voce di La Russa, allora”, suggerisce Maurizio Crozza.

E’ quel “sono tutti ex fascisti che litigano fra di loro” di Berlusconi, anche lui ex sdoganatore interessato, con cui ha liquidato le tante anime alla deriva del centrodestra romano, che ha fatto invece scattare Gi Meloni.

Io sono di destra. Non voglio essere giudicata per niente che sia dell’altro millennio, è un tema che non mi interessa. Io sono nata nel 1977, non sono mai stata fascista. Ma quando guardo piazza Venezia invece di pensare al Duce, come crede lei, penso agli automobilisti che impazziscono perché quando piovono due gocce su dei sampietrini che non sono mantenuti la gente si fa male.” (Gi Meloni intervistata da Lucia Annunziata in Mezz’ora, Rai 3)

Dalla famosa visita di Gianfranco Fini a Gerusalemme che si inchinava convinto, kippa in testa, al giudizio del fascismo quale male assoluto (e i suoi appecoronati fino al “che fai mi cacci”) fino alle dichiarazioni di Berlusconi, parecchia acqua è passata sotto i ponti della sofferta transizione della destra italiana: senza che, tuttavia, come nota Pierluigi Battista, mai siano stati fatti, del tutto, i conti con la storia missina e post missina.

Certo è che alcune rimozioni, freudianamente, fanno più rumore di altre. Dipende dal trauma originario che genera l’isteria. Viene da pensare a un simmetrico e forse più autorevole (per ragioni anagrafiche e di cursus honorum) caso di occultamento mnestico, o di contraffazione della memoria, se volete: il Walter Veltroni che nel 1995 dichiarò veemente che no, non era mai stato comunista.

Acrobaticamente postulava l’assunto che si poteva militare nel Pci senza essere comunisti. Perché Berlinguer era una brava persona (Gaber copyright), perché Breznev era di destra, perché a 18 anni… Confondendo un generico e un po’ imbelle umanitarismo con le ragioni del più grande partito comunista d’occidente.

“Un po’ di rispetto per una storia che si è vissuta, che si è tramandata di padre in figlio credo ci voglia. Io non rinnego la mia storia per prendere voti di chi sceglie altri”. Giochino: chi tra Armando Cossutta e Francesco Storace ha pronunciato questa frase?