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Giulio Regeni, centrodestra caccia striscione dal Comune: “Rischio assuefazione”

TRIESTE – Cacciare lo striscione “Verità per Giulio Regeni” dalla sede del Municipio di Trieste. Questa la mozione dei gruppi di maggioranza del centrodestra, che ritengono che il cartellone occupi da troppo tempo il posto al Comune e che ci sia un “rischio di assuefazione”, non è chiaro a cosa. Le reazioni non sono mancate. Le opposizioni si sono battute contro la mozione, come anche la mamma di Giulio Regeni, mentre il governatore Debora Serracchiani ribadisce che la verità per Giulio ha bisogno di tutti e che il Comune di Trieste deve fare la sua parte.

Giovanni Tomasin sul quotidiano Il Piccolo spiega che a mostrare sui social network la mozione che ha scatenato la bufera è Paolo Menis, capogruppo del Movimento 5 stelle, che ha pubblicato la foto:

“La mozione inizia dicendo che sarebbe «opportuno» dare una «tempistica contenuta» alla presenza di striscioni sulla facciata del municipio. Prosegue poi sottolineando che è giusto che il Comune presti attenzione a vicende del genere, ma rileva che lo striscione dedicato ai due fanti di marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone è rimasto appeso da giugno ad agosto 2012, mentre quello attuale è lì da febbraio.

I consiglieri scrivono poi di un potenziale rischio di «assuefazione» derivante dall’esposizione prolungata. La mozione si conclude invitando il sindaco alla «rimozione» dello striscione, specificando che un banner con la medesima scritta (mai citata nella mozione) venga posto sul sito del Comune. Firmatari: Piero Camber (Fi), Claudio Giacomelli (Fdi), Paolo Polidori (Lega) e Vincenzo Rescigno (Lista Dipiazza)”.

La mozione ha scatenato ovviamente il caos, con Menis che ha scritto:

“«Ho fatto notare che la mozione si intitola “regolamentazione” ma poi chiede solo una “rimozione” – spiega Menis -. Inoltre politicizza contrapponendoli due eventi gravi come quello dei marò da una parte e di Regeni dall’altra. Infine è una questione decisamente non urgente»”.

Nonostante gli accesi confronti i firmatari hanno deciso di portare avanti la mozione e con urgenza. E c’è chi la mette sul piano di ideologia politica, come Piero Camber di Forza Italia:

“Noi eravamo pronti a tenere la mozione nel cassetto ma hanno voluto metterla sul piano ideologico, scelta che non c’entra un cavolo, e allora l’abbiamo votata. Il problema che noi poniamo è meramente pratico: fino a quando sta appeso uno striscione? Il caso politico nasce soltanto perché nel frattempo è cambiata l’amministrazione. Quando Cosolini ha messo e poi tolto i marò, nessuno ha avuto da ridire. Noi eravamo disponibili ad attendere, ma Menis ha voluto buttarla in caciara sul web, e a quel punto l’abbiamo approvata”.

C’è poi chi ha tirato in ballo il turismo, come il consigliere Fabio Tuaich:

“«Abbiamo la piazza più bella del mondo e vi sembra giusto che un turista faccia una foto e si deve trovare uno striscione a deturpare la nostra piazza?»”.

Anche nella maggioranza, va detto, c’è chi ritiene la mozione inutile, ma è l’opposizione che chiede che venga ritirata, dato che non c’è alcun rischio di assuefazione nel chiedere la verità per lo studente italiano ucciso in Egitto e sul caso anche Debora Serracchiani, governatrice del Pd, ha detto la sua su Twitter:

 

“La verità per Giulio Regeni ha bisogno dello sforzo di tutti, anche il Comune di Trieste faccia la sua parte.”

(Foto della mozione da Facebook/Paolo Menis/M5s)

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