The Daily BlitzLadyBlitzLadyBlitz.comCittà d'ItaliaRassegna ItaliaPresa direttaDalle squadreGossip in diretta
 

“I cari estinti”, nuovo libro di Gianpaolo Pansa, la verità sulla Prima Repubblica

Esce martedì 24 marzo in libreria il nuovo libro del giornalista e scrittore Giampaolo Pansa. Già dal titolo, “I cari estinti” ( editore Rizzoli, pagine 502, 22 euro), è possibile intuire che la nuova fatica di Pansa darà la stura ad un ampio e vivace dibattito di carattere storico e politico. Pansa ritrae infatti i politici della Prima Repubblica, da Rumor a Fanfani, da Moro ad Andreotti, da Berlinguer ad Almirante e Craxi ripercorrendo il tempo del terrorismo, del ciclone P2, dello scontro tra comunisti e socialisti.

Ed è indicativo e non casuale che in un articolo di presentazione de “I cari estinti”, comparso su Il Messaggero, Giampaolo Pansa si soffermi proprio sul capitolo dedicato a Bettino Craxi, cui sono dedicate molte pagine.

« Il libro è fondato soprattutto – scrive Pansa – sui miei ricordi di giornalista. Ho scelto di narrare i big politici che ho conosciuto bene in tanti anni di lavoro per La Stampa, il Giorno, il Corriere della sera, la Repubblica e per due settimanali, l’Espresso e Panorama». «Ma Craxi – precisa Pansa – l’avevo incontrato quando entrambi frequentavamo l’università. Al tempo dei parlamentini studenteschi, poi cancellati dal sessantotto. Eravamo quasi coetanei, Bettino del 1934 , io del 1935. Dunque il mio racconto, ed il mio giudizio su di lui, si fondano su una grande quantità di osservazioni, di colloqui, di interviste, di cronache dei congressi socialisti. Un patrimonio professionale acquisito lungo un quindicennio, a partire dalla metà degli anni Settanta. Il giorno che Craxi  diventò segretario del Psi, nel luglio del 1976, anch’io stavo al Midas Hotel di Roma come inviato del Corriere. Ed ebbi subito il modo di comprendere quale sarebbe stata la sua strategia per il futuro. Era basata su due constatazioni quasi banali. Entrambe dettate dai risultati delle elezioni politiche di quell’anno. La prima era che il Psi, guidato da Francesco de Martino, aveva portato a casa un bottino molto modesto, appena il 9,6 per cento dei voti. E rischiava di ridursi ad una piccola parrocchia, fatalmente attratta dall’espansione comunista. La seconda riguardava l’esistenza di due partiti dominanti, la Dc ed il Pci. Insieme la Balena Bianca e l’Elefante Rosso possedevano il 73 per cento dei voti. Dunque rappresentavano un potere quasi assoluto».

La storia di Pansa relativa a Craxi ne ripercorre poi tutte le tappe fino a Tangentopoli ed all’esilio volontario di Hammamet. «Ancora oggi – conclude Pansa- molti credono che sia stato l’unico corrotto della politica italiana. Il mio libro spiega che non è così. E conferma che un po’ di onesto revisionismo non serve soltanto a ristabilire la verità sulla guerra civile, ma anche sulla Prima Repubblica ».

Come si può arguire le polemiche non mancheranno.

19 marzo 2010 | 14:01

GRATIS LE ULTIME NOTIZIE VIA EMAIL

Per ricevere una volta al giorno le notizie di blitzquotidiano.it e l'oroscopo basta cliccare qui.

I lettori scrivono

Scrivete qui i vostri commenti.

5 commenti a ““I cari estinti”, nuovo libro di Gianpaolo Pansa, la verità sulla Prima Repubblica”

  • piero paci scrive:

    Peccato, è troppo veloce il tempo a disposizione
    per scrivere un commento. Il libro appena letto farà
    sicuramente discutere, Pansa è molto bravo c come
    al solito va al cuore delle cose. Complimenti, il tempo
    sta scadendo.

  • piero paci scrive:

    Ti accorgerai che la politica è spietata. Con Tutti.
    Così termina il libro di Pansa, efficacie cronaca di
    oltre 40 anni di storia d’Italia. E come tutte le cose
    spietate va analizzata con cura e lucidità, doti non
    sempre presenti nei giornalisti del nostro tempo

  • Scrive Pansa nell’incipit dedicato ai lettori:

    “Chi sono i cari estinti? Sono il pio Rumor, l’irriducibile Fanfani, l’enigmatico Moro, l’eterno Andreotti, l’aggressivo De Mita, il monacale Berlinguer,il tenace Almirante, l’ambizioso Spadolini. Insomma, i superbig che hanno imperato nella Prima Repubblica, quella che va dal 1946 al 1992, poi perita nel terremoto di Tangentopoli. Noi, cittadini senza potere, siamo in qualche modo loro orfani …
    Gli orfani della Prima Repubblica sono davvero tanti. Milioni di italiani. Quelli che erano ragazzi quando i cari estinti cominciarono a stare sul campo del potere politico. E ci rimasero per quasi mezzo secolo…”

    Però, dico io, quei superbig nel mezzo secolo che stettero sul campo del potere politico realizzarono scientemente la “damnatio memoriae” degli esuli dalla Venezia Giulia, dall’Istria, da Fiume, dalla Dalmazia. Cioè azzerarono ogni notizia sull’esistenza e la storia dei veri e definitivi 350.000 cari estinti vissuti nella “loro” Prima Repubblica e poi decorati con una medaglia al Ricordo che risulta del tutto incomprensibile alla quasi totalità degli italiani, come dichiara ufficialmente la statistica dei temi della maturità 2010, fra i quali per la prima volta compare quello sulle foibe scelto solo da sei studenti su mille.

    Ora, se gli italiani restano orfani di quei personaggi che hanno affossato, assieme agli esuli, tante verità sulla storia recente d’Italia, in realtà essi non perdono nulla, anzi, forse cominceranno a recuperarne qualcosa.
    Invece noi ultimi esuli, o figli o nipoti degli esuli stessi, grazie a quei medesimi personaggi abbiamo perso, con le radici, tutto.

    Perciò, aver percorso l’esistenza da dimenticati transfughi dalle natìe terre adriatiche. Aver osservato il frutto marcio corrompere, cesto dopo cesto, perfino le radici dell’albero dell’esilio ritenuto, ai tempi dell’entusiasmo e delle generose speranze, ultimo santuario di idealità civili e immune da contagi. Osservare oggi l’agonia del proprio popolo in silenzioso cammino verso il proprio passato azzerato, ci dà almeno licenza di immaginare quei superbig, dal nostro punto vista, nella livida luce dell’albero dell’Iscariota.

  • Cori scrive:

    Ancora con’esilio volontario ad Hammamet’?
    Quello è volgarmente scappato, si dice ‘latitante’!
    E Pansa è un voltagabbana

Leggere anche...