I trecentomila in piazza: Jacopino (Ordine giornalisti): era una manifestazione di partiti e Cgil. Di Pietro è il più grande querelatore di giornali

Polemiche hanno accompagnato la manifestazione di piazza organizzata dalla Fnsi.

Alle affermazioni dei molti i leader politici dell’opposizione presenti, hanno risposto in modo polemico esponenti del mondo giornalistico non in sintonia con il sindacato.

 «Questa è una grande prova della società italiana, della società civile che ha ancora la capacità di indignarsi» ha detto il segretario del Pd, DarioFranceschini, mentre il caapo dell’Idv, Amtonio Di Pietro, ha rincarato: «Siamo qui  perché vogliamo riaffermare il diritto all’informazione, fondamentale per la democrazia, che oggi è minacciata. Parlamento e governo fanno sempre più leggi per pochi e per furbi mentre molti stanno male”. La manifestazione, ha spiegato Di Pietro, «è per la libertà di stampa e contro il governo Berlusconi che è in totale conflitto di interessi».

Giuseppe Giulietti

Giuseppe Giulietti

Molto ostili invece le parole del segretario del consiglio dell’ordine nazionale dell’Ordine dei giornalisti, Enzo Jacopino: «Mi spiace non aver potuto partecipare all’iniziativa della Fnsi sulla libertà di stampa. Ho semplicemente sbagliato piazza e mi sono ritrovato in una manifestazione del Pd, di Rifondazione Comunista con la partecipazione di Cgil e di tanti esponenti dello spettacolo. C’era anche il sosia dell’onorevole Antonio Di Pietro perché non poteva certo essere il leader dell’Italia dei valori, primatista tra i politici delle cause contro i giornalisti».

Dura controreplica di Giuseppe Giulietti, deputato e portavoce di Articolo 21: «Questa piazza è la miglior risposta a chi definisce una buffonata la necessità di manifestare per la libertà di stampa. Questa piazza  evuole difendere anche la libertà delle donne e degli uomini di destra, dileggiati per aver espresso un punto di vista diverso rispetto a quello del presidente editore. Il miglior sponsor di questa manifestazione è stato Berlusconi, il quale ha sostenuto che in Italia c’è talmente libertà di stampa al punto che vanno in onda 4 o 5 trasmissioni che non gli piacciono. Parole di un sovrano sul viale del tramonto».

3 ottobre 2009 | 21:46   Letto 543 volte   


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