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Inchiesta Petrolio, Maria Elena Boschi sarà ascoltata dai pm

POTENZA – Un’inchiesta che ha già messo in difficoltà il governo e che sembra destinata ad allargarsi ancora. Nell’ambito dell’inchiesta sul petrolio in Basilicata, i pm di Potenza ascolteranno il Ministro per i Rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi, e il Ministro dimissionario dello Sviluppo economico, Federica Guidi. Secondo quanto si è appreso nel capoluogo lucano, i magistrati si recheranno a Roma per ascoltare Boschi e Guidi.

Proseguono, anche su eventuali ipotesi di disastro ambientale, le indagini condotte dai carabinieri del Noe, della Procura della Repubblica di Potenza e della Direzione nazionale antimafia sull’inquinamento prodotto dal centro oli dell’Eni a Viggiano, al centro di uno dei filoni dell’inchiesta sul petrolio in Basilicata.

L’altra notizia di oggi 2 aprile, riportata da Repubblica e Corriere della Sera è che nella stessa inchiesta è indagato anche il Capo di Stato Maggiore della Marina, il generale Giuseppe De Giorgi.

Indagini per disastro ambientale.

Saranno effettuate nuove analisi epidemiologiche sulle matrici ambientali proprio nel centro oli, dove la produzione è stata sospesa dalla compagnia petrolifera due giorni fa. In particolare, secondo quanto si è appreso in ambienti giudiziari potentini, i magistrati e i carabinieri del Noe stanno verificando gli effetti dello smaltimento degli scarti di produzione nei terreni, nello stesso centro oli e presso gli impianti di Tecnoparco, in Valbasento, e di altre ditte. Per questo filone, due giorni fa, sono stati arrestati e posti ai domiciliari cinque dipendenti dell’Eni, mentre in totale gli indagati sono 37.

Gianluca Gemelli “attento” alla Sicilia, ma no fascicoli aperti a Siracusa.

Gianluca Gemelli, compagno dell’ex Ministro Federica Guidi e indagato anche nel filone siciliano dell’inchiesta sul petrolio che parte dalla Basilicata, “si mostra particolarmente attento agli emendamenti che interessano comunque il settore energetico”, secondo il gip di Potenza, citando in diverse conversazioni anche “mire” in Sicilia e in Sardegna.

Questo potrebbe rappresentare il punto di partenza del filone “siciliano” delle indagini dei magistrati lucani, che però mantengono il massimo riserbo sull’intera vicenda, oggetto di segreto istruttorio. Gemelli il 2 dicembre 2014 parla con un consulente della Camera di Commercio di Roma, Nicola Colicchi (anch’egli indagato nel filone siciliano) pure di un emendamento presentato dal deputato siciliano Ignazio Abrignani (Ala), chiedendo se si trattasse di un emendamento che poteva interessargli:

“No – dice Colicchi – di quell’emendamento non ce ne frega nulla… ma è una marchetta, evidentemente per qualche impianto che interessa a lui” riferendosi al deputato, e proseguendo la conversazione precisa “diciamo… ai grossi non serve a nulla”.

Il 18 dicembre 2014, parlando con un’altra persona (nell’ordinanza è identificata con il cognome Lantieri), Gemelli “si sofferma su alcune compagnie (Lukoil ed Esso, fra le altre)” in relazione “all’avvenuto commissariamento di Confindustria Siracusa”, precisa il gip di Potenza.

Il compagno dell’ex Ministro, quindi, prosegue annunciando che

“da gennaio cominciamo pure su Saipem… tramite Confindustria ci arrivo, mi segui? C’arrivo pure abbastanza bene. Quindi vediamo come farlo e… facciamo una passeggiata in Sardegna, ci stiamo un paio di giorni, facciamo le presentazioni, bordelli… e quello che dobbiamo fare facciamo”.

Nessun atto di indagine sull’autorità Portuale di Augusta però è stato ancora trasmesso dai pm di Potenza alla Procura di Siracusa, eventualmente competente per territorio a indagare. Nessun fascicolo è stato aperto dalla procura siciliana finora.

“Non posso escludere che nei prossimi giorni ci saranno contatti con i colleghi di Potenza – ha detto il procuratore di Siracusa Francesco Paolo Giordano – ma allo stato mi pare prematuro parlarne”.

Gli inquirenti erano stati informati, nei mesi scorsi, dell’attività di indagine delegata alla Mobile di Potenza che aveva acquisito documenti relativi a concessioni rilasciate dall’Autorità Portuale di Augusta.

Qualche giorno fa gli agenti di polizia di Potenza, incaricati dalla Procura potentina, hanno acquisito alcuni atti all’autorità portuale di Augusta. Nessun sequestro, ma hanno chiesto copie di alcuni documenti di concessione di aree portuali. Le società dell’imprenditore di Augusta, Gianluca Gemelli, il compagno dell’ex ministro Guidi, coinvolto nell’indagine di Potenza, non avrebbero al momento alcun rapporto con l’Autorità portuale. Il commissario straordinario dell’ente, Alberto Cozzo, non è stato interrogato dalla Procura, né avrebbe ricevuto alcun avviso di garanzia.

Il porto di Augusta è utilizzato da diverse multinazionali del petrolio, dall’Eni all’Esso, dalla Lukoil alla Sasol, tutte con investimenti nel polo petrolchimico di Priolo Gargallo.  Nessun insediamento della Total, coinvolta nell’inchiesta della Procura di Potenza, è presente.

Boschi sarà sentita, ma Renzi difendeva emendamento…

Nella serata del 1° aprile il premier Matteo Renzi ha difeso l’emendamento che ha portato alle dimissioni di Federica Guidi. Non c’era conflitto di interesse, secondo lui, così come è “ovvia” la firma del ministro Boschi su un emendamento del governo. E intanto si è stabilito un asse M5S-Lega per far cadere il governo. “Il progetto di cui stiamo parlando dà posti di lavoro – ha detto Renzi – , è una cosa sacrosanta da fare, aver consentito a delle persone di venire in Italia e fare degli investimenti è una cosa sacrosanta, io lavoro perché si creino posti di lavoro”.

Il primo ministro ha risposto a una domanda sul progetto Tempa Rossa. Progetto – aggiunge – che “io stesso avevo annunciato mesi prima”. Anche Boschi difende quell’emendamento: “Il ministro per i rapporti con il Parlamento, cioè io, da regolamento deve autorizzare tutti gli emendamenti del governo. Tampa Rossa è un progetto strategico per il paese che prevede molti occupati nel Mezzogiorno e lo rifirmerei domattina”, ha detto a Bologna il ministro Boschi.

Lega Nord e Movimento 5 stelle pronti a presentare mozione sfiducia del governo.

Sempre la sera di venerdì la Lega Nord e il Movimento Cinque Stelle hanno siglato l’asse per far cadere il governo. Passo arrivato nel giorno successivo alla vicenda delle dimissioni del ministro Federica Guidi per la vicenda della telefonata al compagno Gianluca Gemelli in cui gli parlava dell’approvazione di un emendamento da cui traeva vantaggio economico.