Blitz quotidiano
powered by aruba

Intercettazioni, Renzi: “Non rimetteremo mano alla riforma”

ROMA – Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, al Tg5: “Il governo non intende rimettere mano alle intercettazioni“. Il presidente del Consiglio interviene sul tema dopo le parole del neo-eletto presidente dell’Anm (l’Associazione nazionale magistrati), Pier Camillo Davigo.

“Il governo non ha intenzione di rimettere mano alla riforma delle intercettazioni“, ha detto Renzi al Tg5. “Ci sono molti magistrati che sono molto seri nell’usarle. Certo che le intercettazioni servono. Servono per scoprire i colpevoli, ma tutti gli affari di famiglia e i pettegolezzi sarebbe meglio non vederli sui giornali. Molti magistrati non passano queste informazioni. Spero che ci sia buon senso da parte di tutti”.

RIPRESA – Il presidente del Consiglio ha parlato anche di ripresa: “Non descrivo con ottimismo. Dico che l’Italia va meglio di un anno fa. E che nel prossimo anno andremo ancora meglio. Non dico che in Italia tutto va bene ed è risolto ma credo che se tutti ci proviamo, anziché fare polemiche, l’Italia migliora, si rimette in moto. A condizione che si smetta di fare polemica e che ci si metta tutti a lavorare”.

E poi ancora: “Quello che mi emoziona e quasi mi commuove è che siamo alla fine del percorso della riforma costituzionale, ci abbiamo messo sei letture, due anni, dopo che tutti gli altri non ci erano riusciti in trenta anni. Credo che questa riforma sia un gigantesco passo avanti per l’Italia. Spero che le opposizioni votino, poi se hanno i numeri vinceranno loro, ma cercare di non far votare il Parlamento è quanto di più antidemocratico ci sia”.

INCHIESTA TEMPA ROSSA – Sempre sui magistrati, poi, a proposito dell’inchiesta della Procura di Potenza sul giacimento petrolifero Tempa Rossa in Basilicata, il presidente del Consiglio ha detto al Tg5: “C’è bisogno di dire con chiarezza una cosa semplice: chi è onesto non deve avere paura dei magistrati ma a differenza del passato, quando i politici cercavano il legittimo impedimento, ora c’è un governo che dice prego lavorate… Un magistrato deve farsi sentire attraverso le sentenze. Noi speriamo che i magistrati arrivino a sentenza. Se c’è qualcuno che ruba voglio saperlo”.

CASO REGENI – Renzi ha parlato anche del caso Regeni, dopo gli ultimi sviluppi che hanno portato al richiamo dell’ambasciatore italiano al Cairo: “Abbiamo sempre avuto un buon rapporto con l’Egitto, però, parliamoci chiaro qui c’è un giovane italiano che è stato torturato ed ucciso. Per rispetto alla sua famiglia e al nostro Paese abbiamo il diritto e il dovere di conoscere la verità. Non potremmo fermarci se non davanti alla verità, quella vera, non quella accomodata”.