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Italicum: Corte Costituzionale rimanda a mercoledì 25 gennaio. Tutti i punti

Italicum: Corte Costituzionale rimanda a mercoledì

Italicum: Corte Costituzionale rimanda a mercoledì

ROMA – Italicum, l’ora della verità è rimandata a mercoledì 25 gennaio. La decisione della Corte costituzionale sulla legge elettorale voluta dal governo Renzi, non è arrivata la sera del 24 gennaio ma la mattina del giorno successivo intorno alle 13- 13.30. Lo fa sapere il segretario generale della Corte Carlo Visconti al termine dell’udienza pubblica e poco dopo l’inizio della Camera di Consiglio che si aggiornerà a mercoledì.

Una legge proporzionale a doppio turno, con correttivo maggioritario, verso la quale hanno presentato ricorso i tribunali di Torino, Perugia, Genova, Trieste e Messina.  I nodi che la Consulta dovrà sciogliere sono essenzialmente quattro: quello relativo al premio di maggioranza, quello che riguarda il ballottaggio, poi i capilista bloccati e le candidature multiple.

PREMIO DI MAGGIORANZA – L’Italicum prevede che il partito che al primo turno supera il 40 per cento dei voti validi possa aggiudicarsi 340 seggi su 618, mentre tutti gli altri partiti che hanno superato la soglia di sbarramento del 3 per cento si dividono i restanti seggi. Questo è uno dei punti rimessi alla Corte Costituzionale. Una delle proposte di modifica prevede che il premio di maggioranza venga assegnato alla coalizione che ottiene il 40 per cento dei voti validi.

BALLOTTAGGIO –  Se al primo turno nessun partito raggiunge il 40 per cento, due settimane dopo si ha il ballottaggio tra le due liste più votate. La lista che vince ottiene il premio di maggioranza che le assicura 340 seggi. I partiti perdenti si ripartiscono i 278 seggi rimanenti sulla base della percentuale proporzionale dei voti presi. Altri 12 deputati sono eletti nelle circoscrizioni Estere, come oggi, per ottenere il totale definitivo di 630 seggi (340+278+12=630). Anche il ballottaggio andrà al vaglio della Consulta: secondo i ricorrenti consente l’attribuzione di un premio sganciato da una soglia minima di voti.

CAPILISTA BLOCCATI – In ognuno dei 100 collegi in cui è diviso il territorio italiano, ogni partito presenta una lista con un numero di candidati che va da 3 a 9. I capilista sono ‘bloccati’, cioè scelti dai partiti e quindi eletti automaticamente. Per gli altri valgono le preferenze. E anche questo aspetto dovrà essere esaminato dalla Corte. La legge prevede poi che elettore esprima due preferenze, la seconda di genere diverso dalla prima: se sono per candidati dello stesso sesso, la seconda viene annullata. Le liste devono essere composte in modo da alternare un uomo a una donna. Nell’ambito di ogni circoscrizione (Regione) i capilista di un sesso non possono essere superiori al 60% del totale.

CANDIDATURE MULTIPLE – Questo è uno dei punti più dibattuti della legge elettorale. L’Italicum permette ad ogni candidato di presentarsi in più collegi, fino ad un massimo di dieci. Se vince in più collegi, può scegliere in quale essere eletto.

 

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