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Italicum, Grasso: “Partiti trovino intesa”. Grillo a Mattarella: “Elezioni subito o Legalicum al Senato”

Italicum, Grasso: "Partiti trovino intesa". Grillo a Mattarella: "Elezioni subito o Legalicum al Senato"

Italicum, Grasso: “Partiti trovino intesa”. Grillo a Mattarella: “Elezioni subito o Legalicum al Senato”

ROMA – L’intesa sulla legge elettorale non solo “è possibile” ma “deve esserci”. L’appello, rivolto ai partiti, arriva dalla seconda carica dello Stato, Pietro Grasso, che parlando con i giornalisti a Palazzo Madama ha commentato così la sentenza della Corte Costituzionale. Mentre Beppe Grillo punta direttamente in alto, rivolgendosi al capo dello Stato, Sergio Matarella: “O elezioni subito o esorta tutte le forze politiche a seguire il Movimento 5 Stelle nella rotta anche da lei indicata e applicare il Legalicum al Senato”.

“Sono convinto che debba esserci un testo parlamentare su cui i partiti si confrontino”, ha spiegato Grasso a proposito della legge elettorale. In attesa delle motivazioni della sentenza della Consulta, il presidente del Senato ha osservato che “oggi sappiamo quello che è rimasto degli interventi della Corte costituzionale su due leggi elettorali: per il Senato il Porcellum modificato e ribattezzato Consultellum e alla Camera l’Italicum con le parziali bocciature di incostituzionalità. Questo comporta che fin da ora possiamo vedere che ci sono parecchie differenze, di cui bisogna prendere atto; e queste differenze sono sotto gli occhi di tutti”.

Grasso ha quindi elencato le differenze tra i due sistemi:

“C’è un premio per la lista alla Camera, mentre al Senato ci sono le coalizioni; le soglie di sbarramento sono diverse: il 3% alla Camera e l’8% al Senato che però può ridursi al 3% nei partiti coalizzati ma se la coalizione supera il 20%; le preferenze di genere alla Camera e la preferenza unica al Senato; infine i capilista nominati alla Camera e la preferenza al Senato; le pluricandidature con sorteggio alla Camera e non al Senato”.

“Io penso – ha proseguito – che bisogna sedersi attorno a un tavolo e trovare le soluzioni che la politica dovrà mettere insieme per ridurre tutte quelle differenze che determinano certamente la probabilità di maggioranze non omogenee nei due rami del Parlamento”.

Alla domanda se ci sono le condizioni per trovare un’intesa, Grasso ha replicato:

“Le condizioni sono che i gruppi, i partiti devono fare in modo che si superino queste differenze. Lo si può fare in un giorno, in una settimana o nel tempo necessario per trovare una maggioranza condivisa”. “Non è che è possibile un’intesa – ha insistito Grasso – l’intesa deve esserci. Il Parlamento si deve pronunciare.”

Una richiesta che va a braccetto con la bacchettata arrivata, sempre oggi, dalla Cei. A parlare a nome dei vescovi è stato Monsignor Nunzio Galatino:

“Mi pare che sia sotto gli occhi di tutti che ci siano due leggi elettorali frutto del lavoro della magistratura. Non è normale un Paese in cui la magistratura detta tempi e modi all’amministrazione, vuol dire che la politica non ha fatto il suo mestiere”.

Quanto ai tempi, Grasso ha concluso:

“Io so una cosa nella mia breve esperienza politica. Quando c’è una volontà politica i tempi si abbattono, se non c’è, i tempi si allungano”. La questione dell’omogeneizzazione dei sistemi elettorali di Senato e Camera “è funzionale a una maggioranza che sia armonica e omogenea in una Camera e nell’altra, che possa consentire la governabilità”.

Elezioni subito o Legalicum anche al senato è invece l’aut aut di Beppe Grillo. In una lettera aperta al presidente Mattarella il leader del Movimento 5 stelle sostiene:

“Questa situazione non può andare avanti a lungo. L’Italia ha bisogno di risposte immediate”. “Da ieri finalmente l’Italia ha di nuovo una legge elettorale costituzionale per la Camera e una, diversa, per il Senato. Lei ha fatto sapere che prima di sciogliere le Camere voleva essere sicuro che le leggi elettorali per le due camere fossero armonizzate. La proposta già depositata dal M5s in Parlamento va proprio nel senso da lei indicato e chiede di applicare il Legalicum (la legge battezzata ieri dalla Consulta) anche al Senato e poi votare subito. Il segretario del Pd, il partito di maggioranza che esprime il governo, ha detto che vuole andare al voto. Certo, capisco che lei non si fidi di uno che dice una cosa e fa il suo contrario, ma purtroppo siamo costretti a dover avere a che fare anche con queste persone. A questo punto delle due l’una: o scioglie immediatamente le Camere, o esorta tutte le forze politiche a seguire il M5s nella rotta anche da lei indicata e applicare il Legalicum al Senato, in modo da avere un’armonizzazione effettiva delle leggi elettorali tra le due Camere”

Nella lettera pubblicata sul suo blog, Grillo parla di un “Paese arrivato al limite della sopportazione”.

“Dopo la vittoria del NO al Referendum costituzionale del 4 dicembre i cittadini si aspettavano un cambio di rotta, che non è arrivato: è stato fatto un governo fotocopia di quello precedente. Questo governo è completamente immobile, così il Parlamento. Questa situazione non può andare avanti a lungo. L’Italia ha bisogno di risposte immediate alle esigenze sempre più pressanti e urgenti della popolazione. La disoccupazione inarrestabile, lo sfaldarsi del tessuto della piccola e media impresa, la svendita dei gioielli italiani all’estero, la povertà dilagante. Un governo immobile per paura di infastidire un segretario di partito e, stando alle parole dei vertici, ormai senza più il sostegno della maggioranza dei deputati, non può prendere misure efficaci alla risoluzione di questi problemi. Non si può andare avanti così, Presidente. Credo di interpretare in questo modo la voce del popolo. Quella – conclude – non sbaglia mai”.

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