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Italicum, Tribunale di Genova lo rinvia alla Corte Costituzionale

GENOVA – Il Tribunale civile di Genova rinvia l‘Italicum alla Corte Costituzionale. “La questione di costituzionalità risulta non manifestamente infondata”, fa sapere il giudice Maria Teresa Scarzella. Il Tribunale ligure è il quarto a considerare fondate le questioni di costituzionalità sollevate sulla nuova legge elettorale dopo quelli di Messina, Torino e Perugia.

Il rinvio alla Consulta da parte dei giudici genovesi è l’effetto di un ricorso presentato da vari avvocati che contestano una serie di punti della nuova legge, in particolare il premio di maggioranza, l’impossibilità di unirsi ad altre liste e in generale “l’irragionevole prevalenza del principio di governabilità su quello di rappresentatività”, spiega il Secolo XIX.

Scrive il giudice Maria Teresa Scarzella:

“La questione di costituzionalità come prospettata oltre che rilevante – andando ad incidere sul diritto al voto degli attori – risulta non manifestamente infondata; deve pertanto essere rimessa alla Corte costituzionale la valutazione in merito alla proporzionalità e ragionevolezza della scelta operata dal legislatore (cioè la creazione dell’Italicum, ndr) – tenuto conto del disposto di cui all’art. 48 della Costituzione – per il perseguimento di un obiettivo di pari rango, ovvero la governabilità del Paese”.

Ribadisce il concetto Arturo Flick, uno degli avvocati che hanno firmato il ricorso:

“Ci sono vari elementi che inficiano i diritti di rappresentatività e governabilità, ad esempio le liste bloccate e l’impossibilità della pluralità di candidature. La scelta del tribunale di Genova arricchisce l’argomentazione già adottata dai tribunali di Torino, Messina, Perugia e Trieste che hanno rinviato i quesiti alla Consulta, e introduce profili nuovi sulla discussione di legittimità”.

La Corte Costituzionale si pronuncerà sulla legge elettorale con ogni probabilità dopo il referendum costituzionale del 4 dicembre prossimo.

 

 


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