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Ius soli, Cecile Kyenge: “Anche io faccio lo sciopero della fame. Digiuno ogni sabato”

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Ius soli, Cecile Kyenge: “Anche io faccio lo sciopero della fame. Digiuno ogni sabato”

ROMA – “Ius soli? Anche io ho aderito allo sciopero della fame. Digiuno ogni sabato“. Cecile Kyenge, europarlamentare del Pd, è intervenuta ai microfoni della trasmissione “Ho scelto Cusano – Dentro la notizia”, su Radio Cusano Campus.

Partita riaperta per approvazione Ius soli. “Voglio fare un ultimo appello – ha affermato Kyenge – siamo a quota 157 sì, mancano solo 4 senatori per poter finalmente approvare la legge sulla cittadinanza. Se questa legislatura finisce con 4 senatori che mancano all’appello sarebbe una vergogna per tutti. I senatori dovranno tornare in aula e assumersi le loro responsabilità. Ci tengo a precisare che non è che stanno facendo un regalo a qualcuno, ma in questo momento devono fare la scelta giusta”.

Sull’atteggiamento dei media rispetto allo ius soli. “Purtroppo la discussione si sta riducendo al livello di pro o contro migranti –ha dichiarato Kyenge-. E’ una cosa non piacevole. In un primo momento, quando c’era la campagna “L’Italia sono anch’io” c’è stata anche una campagna di sensibilizzazione da parte della stampa. Poi però alcune forze politiche hanno cominciato a strumentalizzare la questione, facendo appositamente confusione tra sbarchi, criminalità e persone che sono già da tanti anni in Italia e devono essere riconosciuti come cittadini. Faccio un appello alla stampa: fate corretta informazione”.

Sciopero della fame. “Ho aderito anch’io a questa iniziativa –ha annunciato Kyenge-. Ogni sabato digiunerò. Se c’è qualcuno che vuole cominciare a fare campagna di disinformazione e di attacchi lo può fare, ma in questo momento ciò che ci serve è mantenere la barra dritta sul nostro obiettivo: la riforma della cittadinanza”.

Sulla scelta di Mentana e Formigli di partecipare ai dibattiti con CasaPound. “Se CasaPound mi invitasse? Farei un po’ fatica a discutere con CasaPound… Questi movimenti sono andati oltre la provocazione. Quando uno fa politica, deve avere rispetto per l’altro. Le diversità esistono e vanno rispettate, ma quando mi trovo di fronte ad una forza politica che ha come obiettivo quello di fomentare la violenza verbale e che porta avanti un’ideologia che non rispetta la nostra Costituzione, faccio veramente fatica. Hanno rispolverato manifesti fascisti contro gli immigrati. Questo va oltre la provocazione. Per confrontarmi con qualcuno che non la pensa come me ci deve essere rispetto, se fosse un confronto civile direi di sì, ma nel caso di alcuni movimenti ci penso due volte… Io non ho intenzione di farmi imporre un modo di confrontarsi da qualcuno che ha solo interesse a fare del male con la violenza verbale. Io rifiuto chiunque venga da me con l’intenzione di poter utilizzare la violenza verbale e non un confronto civile. Io ho il diritto di rifiutare questo confronto, perchè pretendo che la mia non violenza venga rispettata”.

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