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Jobs act: ammesso referendum sui voucher, inammissibile sull’art. 18

Jobs act: ammesso referendum sui voucher, inammissibile sull'art. 18

Jobs act: ammesso referendum sui voucher, inammissibile sull’art. 18

ROMA – Jobs act: ammesso referendum sui voucher, inammissibile quello sull’art. 18. Il referendum sull’art. 18 non si farà: la Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibile il quesito. Il referendum proposto dalla Cgil puntava ad abrogare le modifiche apportate dal Jobs Act allo Statuto dei lavoratori e a reintrodurre i limiti per i licenziamenti senza giusta causa. Via libera invece ai quesiti sui voucher e sulla responsabilità in solido appaltante-appaltatore.

Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, ha accolto con piacere l’ok al referendum sui voucher, ma ha annunciato anche che la Cgil intende “continuare la battaglia” per modificare le norme del Jobs Act sui licenziamenti e valuta il ricorso alla Corte Europea. Intanto la capogruppo della Camera ha calendarizzato in Aula per il 23 gennaio la mozione di Sinistra Italiana che impegna il governo

“ad adottare le opportune iniziative normative volte a dare seguito alle richieste contenute nei quesiti referendari promossi dalla Cgil, in relazione ai quali sono state raccolte oltre 3 milioni di firme”.

Il via libera arrivato dalla Corte Costituzionale dunque apre la strada a due referendum e il più importante è certamente quello sui voucher, i buoni lavoro che il Jobs Act ha ampliato e modificato. Il quesito chiede di abrogare queste norme. Il governo ha già reso noto di voler intervenire su questa materia. Se lo farà con una nuova norma, il referendum cadrà. Ma prima la nuova norma dovrà passare al vaglio dell’Ufficio centrale per il referendum della Cassazione, che verificherà se sia aderente all’istanza quesito referendario.

Nell’odierna camera di consiglio la Corte Costituzionale ha dichiarato: ammissibile la richiesta di referendum denominato “abrogazione disposizioni limitative della responsabilità solidale in materia di appalti” (n. 170 Reg. Referendum); ammissibile la richiesta di referendum denominato “abrogazione disposizioni sul lavoro accessorio (voucher)” ( n. 171 Reg. Referendum); inammissibile la richiesta di referendum denominato “abrogazione delle disposizioni in materia di licenziamenti illegittimi” (n. 169 Reg. Referendum).

Se la Cgil è pronta a dare battaglia per il no al referendum sull’articolo 18, la campagna per il referendum sui voucher è iniziata. La Camusso ha dichiarato:

“Avviamo oggi la campagna elettorale e da oggi chiederemo tutti i giorni al Governo di fissare la data in cui si vota sui referendum sui voucher e sugli appalti. Uno strumento malato è malato e bisognerebbe avere il coraggio di azzerarlo. Ci vuole una riforma per una contrattualizzazione pulita e esplicita che regolamenti il lavoro occasionale”.

Matteo Salvini, segretario della Lega nord, parlando della decisione della Corte Costituzionale ha dichiarato:

“Dalla Consulta sentenza politica, gradita ai poteri forti e al governo come quando bocciò il referendum sulla legge Fornero. Temendo una simile scelta anche sulla legge elettorale il prossimo 24 gennaio, preannunciamo un presidio a oltranza per il voto e la democrazia sotto la sede della Consulta a partire da domenica 22 gennaio”.

A chi chiede se il referendum ha qualcosa a che fare con il governo, il ministro della Salute Beatrice Lorenzin nega e commenta:

“Assolutamente no, non ha niente a che vedere con la durata del governo che è impegnato fuori dal Palazzo a far fronte alle priorità del paese e in Parlamento a fare la legge elettorale.  Le eventuali modifiche spettano al ministro Poletti e sui voucher c’era già un lavoro in atto. Sull’art.18 c’è stato un dibattito durato 20 anni ma, una volta che il tema è stato spogliato dell’ideologia, si è permetto al mondo del lavoro di essere più dinamico. Il vero tema è come aumentare l’offerta di lavoro”.

 

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