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Lara Comi sui rimborsi Ue: “Avevo 26 anni, avevo bisogno di mia madre”

Lara Comi sui rimborsi Ue: "Avevo 26 anni, avevo bisogno di mia madre"

Lara Comi sui rimborsi Ue: “Avevo 26 anni, avevo bisogno di mia madre” (Foto Ansa)

ROMA – “La prima volta a Bruxelles avevo solo 26 anni e avevo bisogno di mia madre”: con queste parole l’eurodeputata di Forza Italia Lara Comi prova a giustificare l’assunzione della madre, Luisa Costa, come assistente parlamentare tra il 2008 e il 2009. Una assunzione costata all’Unione Europea 126mila euro.

Intervistata da Repubblica all’indomani della polemica scoppiata a Strasburgo per alcuni casi di abusi di rimborsi parlamentari da parte dei partiti euroscettici e di alcuni deputati, Comi ha provato a spiegare le proprie ragioni: “La prima volta a Bruxelles avevo solo 26 anni, non conoscevo nessuno e avevo bisogno di una persona di fiducia. Ero giovane e avevo bisogno di mia madre. Fino al 2009 il regolamento dell’Eurocamera lo consentiva. Poi nel corso di quell’anno fu introdotto il divieto”, ha detto a Repubblica l’eurodeputata azzurra e vicecapogruppo dei popolari a Strasburgo, indagata dall’ufficio antifrode dell’Unione europea.

L’incarico alla madre è durato “un anno. Poi ho imparato a muovermi da sola e ho assunto persone normali”, racconta Comi. Nel frattempo il regolamento era già cambiato, “ma il mio commercialista pensava ci fosse un periodo transitorio di un anno. Gli ho tolto l’incarico per questo, ma come figura pubblica rispondo personalmente del debito contratto con l’Unione europea”.

Riguardo alla sanzione da pagare, Comi ha spiegato: “Ho già anticipato una prima tranche, il resto me lo tolgono tutti i mesi dallo stipendio di parlamentare. Finirò di pagare nel 2019”. La somma ammonta a “126mila euro. Sto dando indietro gli stipendi lordi ricevuti da mia madre, comprensivi delle tasse. Oltre il danno anche la beffa”.

 

 

 

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