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Lazio-Anna Frank, molti i padri della porcata. Il Lotito pentito

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Il presidente della Lazio, Claudio Lotito, in sinagoga (foto Ansa)

ROMA – Lazio-Anna Frank, molti i padri della porcata. Il calcio per primo. Non il gioco, non certo il gioco. Ma di certo il sistema calcio. Cioè le cosiddette istituzioni del calcio e le società di calcio e il business del calcio e il linguaggio della comunicazione e della narrazione sul calcio, ovviamente televisioni e giornalisti compresi.

L’intero sistema fa da anni finta che i neonazisti e neo fascisti che occupano e presidiano buona parte delle curve degli stadi e buona parte del tifo cosiddetto organizzato siano degli imbucati. Invece tutti sanno che nelle curve e nel tifo organizzato neo nazisti e fascisti sono di casa. Ma si fa finta siano lì “estranei al calcio”. Ma quali “estranei”. Li si loda nelle telecronache quando fanno coreografie, li si sta a sentire nelle radio tutto calcio, li si blandisce o con loro si contratta quando si tratta di biglietti e cosiddetto merchandising…

L’intero sistema calcio considera e tratta da anni e anni nazisti e fascisti che ha in casa come “tifosi che sbagliano”. Tifosi che sbagliano e non gente da buttare fuori dagli stadi e dal sistema. E’ questo il primo avo, il progenitore sommo della porcata ultima su Anna Frank firmata dagli Irriducibili della Lazio.

La mamma prima poi dell’ultima porcata è la legge e la conseguente giustizia. La legge sportiva e anche quella penale. Entrambi i sistemi che amministrano e impartiscono le rispettive e diverse giustizie si rifiutano in ultima analisi di adottare reali misure di repressione e contrasto. Sì, repressione. Parola che tanto dovuta quanto ignorata. Repressione, cioè riconoscimento e perseguimento del reato.

Una penalizzazione in classifica adottata in casi estremi in altri paesi è bestemmia e sacrilegio per la farisea sedicente cultura sportiva italiana. Penalizzazione in classifica che indurrebbe, questa sì, reale conflitto di interessi tra tifosi e militanti del neo fascismo e nazismo introducendo un cuneo che separa davvero chi tifa le squadre di calcio e chi usa il calcio per la propaganda e l’azione nazi fascista.

E galera, detenzione breve ma reale impartita dalla giustizia penale.

Ma la grande mamma dell’ultima porcata su Anna Frank conta su numerosa prole. Ogni penalizzazione in classifica troverebbe nel nostri paese un Tar o una tribuna che sospende, annulla, riduce, revoca il provvedimento. E ogni reale detenzione trova sempre un magistrato che annulla, riduce, revoca. Oltre al coro mai spento di mammismo indulgente per cui sono “ragazzate”, “pochi e isolati” e che davvero in galera? E perfino chi per anni lo ha chiamato e ancora oggi lo chiama “folklore”.

Innumerevoli poi sono i genitori putativi e i parenti più o meno stretti della porcata. Per una sorta di familismo immorale ad esempio non sono stati gli steward a denunciare lo scempio di uno stadio tappezzato di ritratti di Anna Frank come simbolo da abbattere e liquidare, come immagine da disprezzare e vilipendere. Il messaggio di quel foto montaggio organizzato (resi palese su facebook da chi se ne vantava) è semplice e netto: camera a gas per subumani agli ebrei (e ai negri) è quel che si meritano ebrei (e negri) e nemici di maglia. Ma gli steward hanno d’istinto adottato la copertura e il silenzio omertoso.

Gli steward, ultimo anello della catena. Il primo anello, involontario certo ma non è un alibi, della paternità putativa dell’ultima porcata è stata l’astuzia di Lotito presidente e dominus della Lazio. Lazio che aveva subito per cori razzisti la squalifica della Curva Nord. E che fa Lotito? Elude la squalifica vendendo al prezzo irrisorio di un euro i biglietti dell’altra curva. Si squalifica una curva per impedire a certi soggetti la presenza allo stadio e Lotito li invita allo stadio, dall’altra parte. Aggirando con astuzia la punizione e il divieto, siamo o no in Italia? E mentre e quando Lotito rende pubblica la sua furbata, tutti zitti. Magari non pochi si sono congratulati con l’astuzia.

Ora Lotito è o fa il pentito. Va in sinagoga, farà indossare ai suoi giocatori la maglia di Anna Frank, si dissocia dagli ultras…Fosse anche pentimento vero, tardivo. E, per essere pentimento vero, ci dovrebbe essere la comprensione dell’errore e della natura vera dell’errore commesso. Ci dovrebbe essere la comprensione dell’essere stati corrivi. Lecito dubitarne.

Ora Minniti ministro degli Interni dice che bisogna espellere a vita dagli stadi i nazi fascisti militanti. Vasto programma…Ora Renzi suggerisce di giocare tutti con la stella di David al petto. Ora il presidente della Repubblica giudica intollerabili e vergognose le porcate. Ma nulla di questo accadrà davvero fino a che il sistema calcio continuerà a raccontarsi dei “tifosi che sbagliano” e il sistema giudiziario valuterà e applicherà sempre attenuanti e distinguo. E fino a che ci saranno Tar accolgono istanze e talk-show che “cercano di comprendere”.

Ultimo ma non ultimo: la porcata su Anna Frank avviene per mano nazi fascista da nazi fascisti che occupano una curva di stadio della Lazio. Ma nazi fascisti che operano sul calcio e negli stadi di calcio non sono certo esclusiva della Lazio. La stessa tifoseria così detta organizzata della Roma ne è piena. Come quella del Verona, come quella dell’Atalanta, come quella dell’Inter, come quella di decine di squadre di ogni serie e campionato. La Lazio magari conosce una percentuale maggiore di questo fenomeno, ha in materia per così dire più tradizione. Nulla di più, nulla di meno.

Quindi? Quindi la porcata su Anna Frank all’Olimpico di Roma ha molti padri, tanti precedenti e perfino un futuro.

 

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