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Libia, via libera alla missione italiana: il Senato approva risoluzioni Pd e Forza Italia

Libia, via libera alla missione italiana: il Senato approva risoluzioni Pd e Forza Italia

Libia, via libera alla missione italiana: il Senato approva risoluzioni Pd e Forza Italia (Foto Ansa)

ROMA – Via libera alla missione italiana in Libia: il Senato ha approvato le due risoluzioni presentate, una dalla maggioranza – fatta propria dalla commissione (191 sì, 47 no nessun astenuto) – e una da Forza Italia (170 sì, 33 no e 37 astenuti) sulla partecipazione dell’Italia alle missioni internazionali per far fronte agli sbarchi di migranti.

Su tali missioni e sull’evoluzione della vicenda in Libia le commissioni Difesa di Senato e Camera avevano ascoltato ieri in seduta congiunta i ministri degli Esteri Alfano e della Difesa Pinotti.

Con la risoluzione di maggioranza, che ha come firmatari Giancarlo Sangalli (Pd) e Vito Vattuone (Pd), si chiede al governo di impegnarsi a “informare le Camere, entro il 15 ottobre 2017, sull’andamento della missione; a continuare tutte le azioni di cooperazione, dialogo e diplomazia con i Paesi al confine meridionale della Libia e con i Paesi di provenienza dei flussi migratori, cercando con essi le misure più adeguate alla risoluzione del problema”.

Più articolato il documento dei forzisti. La risoluzione di FI, infatti, impegna il governo a operare “a livello diplomatico nelle opportune sedi internazionali e nell’ambito delle relazioni bilaterali affinché nessuna iniziativa unilaterale non coordinata possa pregiudicare l’efficacia della missione”; a continuare “ad attivare ogni iniziativa diplomatica per consentire in un lasso di tempo ragionevole la piena operatività della Fase 2 e il passaggio alla Fase 3 della missione EUNAVFOR MED operazione SOPHIA, nonché ad agire anche nelle competenti sedi internazionali affinché vengano rafforzate le attività tese a smantellare il modello di business delle reti del traffico e della tratta di esseri umani dalle coste libiche verso quelle italiane”.

E ancora: si chiede al governo di impegnarsi a “determinare conseguenze concrete per quelle Ong che, non sottoscrivendo il codice di condotta, si sono poste fuori dal sistema di soccorso condiviso”; a condurre “bilateralmente e nell’ambito di consessi multilaterali trattative affinché Malta definisca la sua area di ricerca e soccorso (SAR) nel rispetto del diritto internazionale e ne assuma la piena responsabilità”; a sostenere l’istituzione di “centri di protezione e assistenza in territorio libico per i migranti soccorsi in mare gestiti dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) e dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM)”; ad elaborare programmi operativi e “progetti di cooperazione in territorio africano nelle aree di partenza o passaggio del flusso migratorio al fine di ridurre la pressione sulle coste libiche”; ad “assicurare un più veloce esame delle richieste di asilo, anche in vista di successive operazioni di rimpatrio dei migranti irregolari”.

Movimento 5 stelle ha votato contro perché, ha spiegato Bruno Marton in Aula, si tratta di fatto di una mera “difesa di Al Sarraj” e non di un “vero intervento” per risolvere la questione migranti.

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