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Liguria, Giovanni Toti, Paita e gli “strani” finanziatori

GENOVA – Società svizzere e imprenditori condannati per bancarotta fraudolenta: ci sarebbero anche loro tra i finanziatori dei candidati alle ultime elezioni regionali della Liguria. Stando a quanto riferiscono Marco Grasso e Matteo Indice sul Secolo XIX, infatti, sono diverse le “stranezze che si possono cogliere esaminando l’elenco dei finanziatori” dei quattro principali candidati alla presidenza della Regione del 2015, ovvero Giovanni Toti per Forza Italia, Raffaella Paita per il centrosinistra, Alice Salvatore per il Movimento 5 stelle e Luca Pastorino per la Rete a Sinistra.

Scrivono Grasso e Indice:

Il commercialista Fabio Nani, nome piuttosto noto negli ambienti tributari di Lugano, un mese fa ha deciso che la Synarka Advisor Sa, società svizzera specializzata in consulenza fiscale, andava messa in liquidazione. E però la stessa Synarka aveva avuto il tempo di rimpolpare la campagna elettorale dell’attuale presidente della Regione Giovanni Toti (Forza Italia), con un bonifico da 5mila euro eseguito il 18 maggio 2015.

Il quotidiano ligure è entrato in pos dei rendiconti che certificano alcuni aspetti dei finanziamenti:

Costruttori e impresari della sanità per anziani, ad esempio, hanno foraggiato in primis Toti, insieme a qualche personaggio gravato da non irrilevanti problemi giudiziari. Il nome di alcuni suoi sostenitori è di certo discutibile; ma a parte i misteriosi consulenti di Lugano, va detto che le carte depositate dall’entourage dell’attuale governatore – sia in Regione che alla Corte d’appello di Genova, come prevedeva la legge per tutti i candidati – sono chiari, si capisce insomma da chi ha preso il denaro.

Per quanto riguarda, invece, i finanziamenti per la candidata del centrosinistra Paita, scrive il Secolo XIX,

al di là di alcuni manager della logistica, il resto delle «erogazioni» viene perlopiù attribuito al “Comitato Raffaella Paita presidente” o a generici “fondi dal partito”: nero su bianco finisce di fatto una semplice partita di giro, senza che sia spiegata con chiarezza la reale matrice della donazione.

Discorso diverso per la candidata del Movimento 5 stelle:

E’ indubbio che il M5S tenga fede ai suoi propositi: ha da tempo pubblicato su Internet l’elenco dei finanziatori, quasi sempre militanti che hanno fornito poche decine o centinaia di euro. (…)

Rete a Sinistra ha indicato le generalità di ogni donatore (piccole somme) e 16.000 euro sono più genericamente ricondotti a Sel Liguria.

Ma il caso più interessante riguarda il candidato del centrodestra Toti:

Uno dei primissimi a farsi avanti per Giovanni Toti è stato l’imprenditore del porto, ex presidente del Genoa e attuale proprietario del Livorno Calcio, Aldo Spinelli, con un bonifico da 15 mila euro eseguito il 30 aprile 2015. Va detto che Spinelli ha presenziato spesso pure alla convention di Paita, ma nei nebulosi carteggi dei democratici il suo nome almeno ufficialmente non compare. Altro imprenditore che in Liguria doveva muovere mari e monti magari attraverso il calcio è Giovanni Calabrò, che ha solidi appoggi in Russia: di Toti è amico da tempo (gli ha elargito 15 mila euro con un bonifico estero il 12 maggio 2015) e però finora non si sono concretizzati né i suoi presunti interessi sulla società di smaltimento rifiuti Switch, né sul Grifone. In compenso un mese fa gli hanno confermato in Appello la condanna a sei anni per la bancarotta fraudolenta di Algol, collegata all’indagine sul fallimento della compagnia Azzurra Air.


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