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M5S “animalista” chiede p**e più severe sui maltrattamenti. Il caso del cane Angelo

M5S "animalista" chiede p**e più severe sui maltrattamenti. Il caso del cane Angelo

M5S “animalista” chiede p**e più severe sui maltrattamenti. Il caso del cane Angelo

ROMA – M5S “animalista” chiede p**e più severe sui maltrattamenti. Il caso del cane Angelo. Verdi e animalisti plaudono alla condanna dei responsabili della tortura e uccisione del cane Angelo, ma chiedono p**e più severe per chi si “macchia” di questi reati. “Una bella notizia”, ma serve “l’inasprimento delle p**e previste per il maltrattamento e l’uccisione di animali”, afferma il responsabile Diritti degli Animali dei Verdi Rinaldo Sidoli commentando la condanna a 16 mesi dei 4 responsabili della cattura, tortura e uccisione del cane Angelo a Sangineto (Cosenza). Una condanna che si traduce con la condizionale in sei mesi di servizi socialmente utili presso un canile.

Al coro di chi chiede ulteriori inasprimenti delle p**e per i maltrattamenti degli animali si è unito anche il Movimento 5 Stelle. Oggi sul blog di Beppe Grillo, un post a firma Paolo Bernini certifica la svolta animalista del Movimento, un trend anche elettorale si può dire, specie dopo l’abbraccio di Berlusconi alla neonata lista animalista collegata a Forza Italia.

Una legge come quella sul randagismo (281/91) che a 26 anni dalla sua emanazione non è applicata in tutta Italia, dimostra che i vecchi partiti e i vecchi soggetti, sebbene riciclandosi e cambiando casacca, non avrebbero mai fatto la differenza per gli animali, per esempio denunciando i colleghi delle Istituzioni locali per le loro omissioni di atti d’ufficio. E in questo brodo di autoreferenziali zoofili la violenza e le chiacchiere sulla pelle degli animali dilagano in modo preoccupante, come in questo caso. (Paolo Bernini, Blog delle Stelle)

Quanto vale in termini di consensi la difesa degli animali come programma politico? Per la “Lista animalista” sono stati diffusi cifre che parlano di un 20% di bacino potenziale. Fabio de Nardis, professore di sociologia politica all’Università del Salento, intervistato da Repubblica, smorza, diciamo così, i facili entusiasmi: “Il 20% dei cittadini è sì interessato a questi temi, ma non è assolutamente scontato che il 20% si ritrovi poi a votare il partito animalista. Anzi, l’esperienza insegna che qualunque movimento politico monotematico non può essere un partito politico maggioritario, ma al massimo può diventare una corrente o agire come gruppo di interesse”.

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