Blitz quotidiano
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M5s, c’era una volta quello francescano

ROMA – C’era una volta il Movimento 5 Stelle “francesano”, quello che si impegnava a restituire buona parte degli stipendi da onorevoli “vergognosamente alti” e che faceva del rendicontare le spese in modo trasparente una missione. Ai tempi dello Tsunami tour l’ordine di Beppe Grillo era di quelli chiari e senza possibilità di trasgressione: “Tutto ciò che è sopra i 2500 euro al mese verrà restituito”.

La realtà, come racconta su La Stampa Jacobo Iacoboni, è decisamente diversa. Basta guardare a esempi e numeri.

Michele Giarrusso, per esempio, busta paga di novembre 2015 ha incassato 3362 euro di quota fissa di indennità (restituendo una parte di 1662 euro), più una quota di rimborsi e spese varie sbalorditiva: 10066,07 euro. Ed è sui rimborsi che salta il banco. Anche perchè a leggere la lista dei rimborsi non è proprio tutto dettagliatissimo:

Alloggio, 1880 euro; 1182 euro di trasporti (spesa curiosa, considerando le varie agevolazioni dei parlamentari sui trasporti pubblici); vitto, 1149 euro; attività sul territorio, 713; collaboratori, 4678. Nessuna di queste spese – e non solo da Giarrusso – viene ulteriormente dettagliata. Non compare, neanche sul sito apposito, alcuna pezza documentale: solo voci genericissime. È singolare che proprio questa sia stata, almeno formalmente, la ragione per le espulsioni di tanti: scarsa rendicontazione. Carlo Sibilia a ottobre ha incassato 3245 euro di indennità, più rimborsi per 10516 euro (con voci assai generali e poco incisive).

Giarrusso non è una eccezione. Anzi. Luigi Di Maio (secondo tanti il possibile leader del movimento) a ottobre 2015 ha incassato 3246 euro, restituendo una parte di indennità di 1694; ma in più ha ricevuto 10516 euro di rimborsi. Ancora Iacoboni:

e quali sono le pezze d’appoggio? Il grosso (9710 euro) figura alla voce «attività ed eventi sul territorio». Non sappiamo nulla di più, non c’è altro documento. Naturalmente, giova ripeterlo, spese varie e «eventi sul territorio» sono lecite eccome, per un parlamentare: ma non è una forma di finanziamento pubblico (sia pure indiretto) al Movimento, che diceva di non finanziarsi così?

Altro esponente M5s, altri conti non proprio francescani.  Carlo Sibilia a ottobre 2015 ha incassato 3245 euro di indennità, più rimborsi per 10516 euro (con voci assai generali e poco incisive).