Blitz quotidiano
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M5S e la linea filo-russa de L’Antidiplomatico (c’è anche Achille Lollo)

ROMA – M5S e la linea filo-russa del sito L’Antidiplomatico (c’è anche Achille Lollo). Da circa due anni la politica estera dei 5Stelle ha un punto fermo, una linea strategica definita rispetto alla nebulosa che avvolge il resto dei rapporti internazionali: “la Russia non è il nemico”, non merita le sanzioni e Putin è un interlocutore affidabile.

La linea la detta un sito chiamato L’Antidiplomatico.it, una redazione agile e snella che comprende tra i collaboratori fissi, quale esperto di Brasile in particolare, quell’Achille Lollo che militava negli anni ’70 in Potere Operaio prima di farsi 28 anni di latitanza prima in Angola poi in Brasile per sfuggire alla condanna in Italia per aver appiccato il fuoco nella casa dei Mattei a Primavalle a Roma dove morirono un bambino di 10 e un ragazzo di 22, figli del segretario della sezione rionale del Movimento Sociale.

Jacopo Jacoboni de La Stampa, che dedica un articolo all’influenza del sito L’Antidiplomatico sulla politica estera dei 5 Stelle, riporta le stringate note che accompagnano il profilo di Lollo: “Corrispondente di Brasil de Fato in Italia, curatore del programma TV Quadrante Informativo e colonnista del Correio da Cidadania”.

Nonostante neghi un’inclinazione filo-Putin, L’Antidiplomatico descrive bene il legame culturale sempre più stretto tra cinque stelle e propaganda di Mosca. Basta leggere gli ultimi dieci articoli in cui, direttamente o indirettamente, si parla del leader russo. «Oliver Stone: Trump è pericoloso, ma cosa vi fa pensare che Hillary non lo sia?». «Come mai i giornalisti diffamano Putin e non indagano sull’immenso patrimonio accumulato da Bill e Hillary Clinton?».

«La Russia annuncia una tregua umanitaria ad Aleppo» (parentesi: Aleppo viene paragonata storicamente alla battaglia di Stalingrado, un grande classico della propaganda russa attuale). «Il ministro della Difesa russo: “È tempo che l’Occidente definisca se lottare contro i terroristi o contro la Russia”». «Putin: “Mi piacerebbe avere in Russia la macchina di propaganda in mano agli Usa». E via così. La Clinton non riscuote certo, eufemismo, la loro simpatia. (Jacopo Jacoboni, La Stampa)