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M5S-Lega Nord, prove tecniche di alleanza su migranti e rom. Il no-vax Sibilia apre a Salvini

M5S-Lega Nord, prove tecniche di alleanza su migranti e rom. Il no-vax Sibilia apre a Salvini

M5S-Lega Nord, prove tecniche di alleanza su migranti e rom. Il no-vax Sibilia apre a Salvini

ROMA – M5S-Lega Nord, prove tecniche di alleanza su migranti e rom. Il no-vax Sibilia apre a Salvini. Scottati dalle amministrative i 5 Stelle si buttano a destra con una sequenza di dichiarazioni e interviste su migranti, rom, mendicanti per strada che non lascia dubbi. La svolta può accelerare quell’alleanza strategica con la Lega Nord finora solo evocata come ipotesi di scuola a proposito di una legge elettorale – oggi tramontata – rigidamente proporzionale?

Per ora l’unico “coming out” ufficiale è venuto da Carlo Sibilia, sì proprio il deputato grillino no-vax che nei giorni scorsi aveva proposto un vaccino obbligatorio contro Beatrice Lorenzin insinuando peraltro che la ministra della Salute sia stata corrotta con orologi Rolex per il provvedimento… “Su rom e migranti possibile intesa con la Lega”, queste le parole di Sibilia in un’intervista a La Stampa.

Prima però c’era stato l’affondo di Virginia Raggi, sindaco di Roma, che già aveva annunciato la chiusura dei campi rom, programma che Beppe Grillo si è incaricato di diffondere a livello nazionale con i toni che gli sono congeniali. Raggi ha preso carta e penna e ha scritto una lettera al prefetto di Roma per reclamare, in sostanza, la fine degli arrivi di altri migranti in una città che ne traboccherebbe. Ha chiesto anche un incontro con il ministero degli Interni per arginare la pressione migratoria, trovando tuttavia un Viminale piuttosto sorpreso e irritato visto che i numeri dicono altro e soprattutto visti i soldi già elargiti alla Capitale (come li ha spesi la Giunta? è la domanda).

San raffaele

Ci ha poi pensato Luigi Di Maio in versione statista in pectore con gli ambasciatori della Ue a chiudere il cerchio. Sull’Europa i toni sono sempre gli stessi, la retorica anche (“Resteremo nella Ue se la Ue è utile al Paese”), un mix di ambiguità con cui strizza l’occhio agli euroscettici senza arrischiarsi a definire programmi realistici di uscita. Ma contro la politica migratoria italiana Di Maio si scaglia direttamente contro il suo rappresentante più titolato, ovvero il ministro Marco Minniti reo di aver negato emergenze migranti a Roma: ” “Minniti non ha capito in che paese sta: c’è una seria emergenza, ci deve dare una mano e se dice il contrario è fuori dal mondo, lui, il Pd e il Governo”.

Come rispondono a destra alle avances grilline? Per ora Matteo Salvini si limita al registro ironico in attesa degli sviluppi nella complicata partita della leadership che contende a Berlusconi nel centrodestra: alla Raggi riserva un “Bentornata sulla terra”, mentre consiglia a Grillo “di far seguire i fatti alle parole”, lasciando aperto il campo a ogni congettura, non esclusa l’alleanza. Intanto per M5S c’è il non si sa quanto gradito endorsement di CasaPound che apprezza “prese di posizione che sono uguali alle nostre”.

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