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M5S, Mario Giarrusso vuole l’immunità per bloccare processo

ROMA – Immunità parlamentare, ora è il M5S a invocarla. O meglio, un parlamentare grillino, accusato di aver diffamato una sua collega del Pd con un post sul blog di Beppe Grillo. La Giunta per le immunità del Senato presieduta da Dario Stefano (Misto) si riunirà mercoledì sera, dopo i lavori dell’Aula, per esaminare il caso del senatore Mario Michele Giarrusso.

Il parlamentare è accusato dal Tribunale di Enna di aver offeso la reputazione di Maria Gaetana Greco per aver pubblicato sul blog di Grillo, il 23 maggio del 2015, una serie di commenti riferibili alla Greco tra cui quello: “E’ inammissibile e intollerabile che nel 2015 sia ancora possibile esibire in maniera così plateale comportamenti e soggetti denotanti contiguità con gli ambienti mafiosi, per di più in una campagna elettorale…”.

L’immunità parlamentare, pratica di certo non gradita ai 5 Stelle, stavolta però fa comodo a Giarrusso che ha già detto di volerne fare uso. E su Facebook si difende dalle accuse di opportunismo: “L’insindacabilità è configurabile anche in caso di attività del parlamentare espletata fuori dal Parlamento. Non si tratta di un privilegio ma della tutela della libertà di portavoce dei cittadini di poter chiamare le cose col proprio nome senza dover subire tentativi di censura a mezzo denunce e cause di risarcimento”.

Il senatore è imputato per aver accusato, durante un comizio politico nel 2015, l’allora candidato sindaco Pd, la deputata Maria Greco, di “aver assistito al comizio da un balcone a fianco del sig. Giuseppe Giannitto”. Quest’ultimo, secondo Giarrusso, ha forti legami con la mafia siciliana.

I senatori del M5s – secondo quanto apprende l’Ansa – voteranno contro la richiesta di insindacabilità per il senatore Giarrusso.

“Giarrusso prima accusa la senatrice Greco del Pd di atti gravissimi, ma poi si rifiuta di dare prova della veridicità delle sue affermazioni di fronte  ai giudici, come dovrebbe fare qualsiasi normale cittadino – dice Emanuele Fiano, Pd -. Si ripara dietro all’insindacabilità. Abbiamo ancora negli occhi l’immagine di Di Maio che con fare tronfio affermava il 19 Maggio scorso, che i 5 stelle non avrebbero mai fatto ricorso né all’insindacabilità né all’immunità. Appunto, falsi come al solito. Qui non si tratta di opinioni politiche ma di fatti. Prima lanciano accuse tremende, poco importa se vere o false, affinchè la cosa resti nella testa delle persone, poi sfuggono alle proprie responsabilità, separandosi dai cittadini normali.  I 5 stelle sono peggio della Casta. Di giorno criticano il cosiddetto sistema ma di notte ci sguazzano alla grande”.