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M5s, il piano di Casaleggio: “Vincere a Roma, poi…”

M5s, il piano di Casaleggio: "Vincere a Roma, poi..."

M5s, il piano di Casaleggio: “Vincere a Roma, poi…”

ROMA- Prima prendere Roma, poi prendere il governo del Paese. E’ il piano di Gianroberto Casaleggio, uno dei fondatori del Movimento 5 Stelle. Piano che Casaleggio presenta in un’intervista concessa oggi 24 dicembre a Emanuele Buzzi per il Corriere della Sera. Spiega Casaleggio: “Noi vogliamo vincere. Roma è una tappa obbligata prima del governo. Un banco di prova. Se avessimo paura di governare Roma non potremmo neppure pensare di voler governare il Paese”.

“Gli italiani cominciano ad accreditarci come forza di governo nonostante le falsità dell’informazione e la barriera messa in atto dai partiti in ogni forma possibile”, afferma. Per il rilancio dell’Italia le priorità sono “innovazione, istruzione, eliminazione della corruzione, diminuzione del livello di tassazione contemporaneamente a una seria lotta all’ evasione, etica”.

Quanto alla corsa per Roma, “una competizione elettorale non può essere ricondotta a degli spot o a chi ‘mastica’ politica, Il nostro punto fermo è il programma”. Casaleggio parla dell’ individuazione di “dieci aree di intervento per la città” la cui priorità sarà decisa con una votazione online. “Il candidato sindaco e la lista comunale saranno infine scelti online dagli iscritti di Roma”.

L’accordo sulla Consulta per Casaleggio è “buono”, “frutto di un confronto da parte nostra chiaro e trasparente con le altre forze politiche”. “Ci sono situazioni, come la Consulta e la Rai, che richiedono decisioni continue e veloci, per ora ancora impraticabili con il web. In ogni caso il gruppo parlamentare ha discusso e approvato le scelte a maggioranza”.

Nei Comuni amministrati dai 5 Stelle Casaleggio punta il dito contro la “la strategia del Pd” di dimostrare che non funzionano “perché in questo caso il M5S non sarebbe neppure affidabile per governare il Paese. Nel caso di Livorno i problemi non ci sono. Sta di fatto che quando vinciamo ci troviamo quasi sempre i conti dissestati dalle precedenti amministrazioni”.

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