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M5S, piattaforma Rosseau, le proposte: case chiuse e…

ROMA – M5S, piattaforma Rosseau, le proposte: case chiuse e…. La piattaforma digitale per le proposte di legge del Movimento 5 Stelle è stata lanciata un mese fa e ha prodotto le prime 129 proposte “dal basso”, cioè fornite direttamente dai cittadini e che saranno sottoposte al voto (5 voti per 5 proposte) degli iscritti per essere poi prese in carico dai parlamentari grillini. E’ il meccanismo che supporta tecniche e procedure della democrazia diretta dei 5 Stelle.

Tra le proposte (120 sono state scartate perché palesemente incostituzionali, non in linea con il programma, senza nemmeno un’indicazione generica su come finanziarle) spicca quella di riaprire le case chiuse, opzione caldeggiata anche dalle cittadine. Vanno forte l’introduzione del vincolo di mandato, con giustificazioni al limite del galateo legislativo (“Basta accendere la tv e guardare in faccia soggetti tipo Alfano e Verdini”), l’obbligatorietà del voto, il referendum deliberativo, il contrasto al voto di scambio (c’è chi propone addirittura agenti provocatori infiltrati per smascherare chi bara nei partiti). Fisco e burocrazia sono gli obiettivi più sensibili.

Temi tipicamente grillini e istanze veramente dal basso che spaziano dalle regole degli imballaggi all’unificazione di Pra e Aci: alto e basso insieme, molto post-moderno e soprattutto utile come indicatore degli umori degli elettori, una specie di sondaggio permanente, la garanzia che capire dove soffi il vento politico non è affidato a una banderuola.

Uno dei temi più trattati è, per esempio, la burocrazia. Dallo snellimento per i commercianti, all’inasprimento delle sanzioni per i funzionari che sbagliano, la questione è sentita. C’è chi pare avere approfondite conoscenze sull’argomento e propone digitalizzazioni dei timbri e modifiche sulle leggi dei concorsi pubblici, ma c’è anche chi senza alcuna remora dichiara alla voce esperienza: «Un cittadino che s’informa».

Dalle etichette degli imballaggi, agli incentivi sull’acquisto di bici, a scrivere sono insegnanti, disoccupati, liberi professionisti. C’è chi propone la «modifica del comma 1 dell’art. 57 Dpr 131/1986 (TU delle disposizioni concernenti l’imposta di registro) e chi, a mo’ di contrappasso, propone leggi chiare: «Qualsiasi proposta di legge deve essere scritta, postulato, riportata nella sua interezza di formulazione di senso compiuto, in lingua italiana». (Raphael Zanotti, La Stampa)