Blitz quotidiano
powered by aruba

M5s, presunte firme false a Palermo: ci sono i primi indagati

PALERMO – Presunte firme false apposte per la presentazione della lista M5s alle elezioni comunali di Palermo del 2012. Il procedimento penale avviato dalla Procura del capoluogo siculo, non è più a carico di ignoti: ci sono degli indagati e, secondo indiscrezioni, sarebbero pronti gli inviti a comparire. Già nei prossimi giorni sarebbero previsti i primi interrogatori da parte dell’aggiunto Dino Petralia e dalla pm Claudia Ferrari, titolari dell’inchiesta.

Il reato ipotizzato dai pubblici ministeri è quello previsto dall’articolo 90, secondo comma, del Testo Unico 570 del 1960. La norma punisce con la reclusione da due a cinque anni, tra l’altro, “chiunque forma falsamente, in tutto o in parte, liste di elettori o di candidati od altri atti dal presente Testo Unico destinati alle operazioni elettorali, o altera uno di tali atti veri oppure sostituisce, sopprime o distrugge in tutto o in parte uno degli atti medesimi”.

“Chiunque fa uso di uno dei detti atti falsificato, alterato o sostituito – recita la legge – è punito con la stessa pena, ancorché non abbia concorso nella consumazione del fatto”.

Informate Di Maio“, commenta sarcasticamente la senatrice Pd, Pamela Orrù. “Che volete che sia, sosteneva qualche giorno fa il capogruppo M5s alla Camera Andrea Cecconi parlando delle firme false a Palermo. E poi aggiungeva: peccati veniali. Ora per questi ‘peccati veniali’ ci sono degli indagati dalla procura di Palermo. Spero Di Maio venga informato nel caso poi sostenesse anche questa volta che non lo avevano avvisato”.