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M5s, programma di politica estera: “Né con Trump né con Putin. Ma no a sanzioni e austerità”

M5s, programma di politica estera: "Né con Trump né con Putin. Ma no a sanzioni e austerità"

M5s, programma di politica estera: “Né con Trump né con Putin. Ma no a sanzioni e austerità”

ROMA – Il Movimento 5 stelle presenta il proprio programma di politica estera. Sovranisti, multilaterali, né con il presidente americano Donald Trump né con quello russo Vladimir Putin, ma neppure con la Nato, fino a quando, almeno, l’organismo non accetterà di rimodellarsi alle nuove esigenze geopolitiche. Ma neppure euroscettici, perché “in un’Europa che si sta sgretolando occuparsi di possibili alternative o condizioni per la permanenza nell’Eurozona non è scetticismo ma un atteggiamento responsabile”.

Dopo il voto di 23mila iscritti, e in attesa di sciogliere la nuova grana dei parlamentari siciliani espulsi (la deputata Claudia Mannino non ha fatto ancora nessun passo indietro dal Gruppo Parlamentare), il M5s rilancia il suo programma elettorale in politica estera per dimostrare anche quanto sia cresciuto il movimento in questi quattro anni di politica dentro le istituzioni.

“Siamo cittadini che quattro anni fa non stavano neppure nei consigli comunali, che ora fanno un programma di politica estera e che hanno ambasciatori europei e non che ci cercano e ci vogliono parlare” dice Alessandro Di Battista, che ci tiene a ricordare: “Siamo nati come Movimento per portare avanti il concetto di sovranità e perché avevamo predetto la fine degli attuali partiti”.

Il nostro programma, intende dire, non è insomma “pura utopia, come quegli analisti che non hanno azzeccato neppure uno degli avvenimenti politici che hanno fatto storia negli ultimi anni, si sono affrettati a bollare”.

Invece, gli fa eco Manlio Di Stefano, “siamo l’unico gruppo politico che ad un anno dalle elezioni parla già di programma elettorale anziché di lotte intestine dentro i partiti”. Tanto che, azzarda Di Battista, “di qui ai prossimi mesi sentirete dalle altre forze politiche parlare di programmi che sono un copia-incolla delle nostre proposte”.

Soprattutto dopo Ivrea, il Movimento rivendica insomma una sua “visione” che non vuole essere solo la somma di una serie di idee sul futuro. “Il nostro programma segue come direttrice l’interconnessione con altri programmi, come ad esempio la politica estera e quella energetica con i riflessi che comporta l’obiettivo dell’abbandono delle fonti fossili”, spiega Di Stefano.

“Il Ms5 porta avanti la sovranità, perché siamo un grande Paese e perché l’Unione europea si sta smantellando da sola” avvertono i 5 Stelle ribadendo, ad esempio, il danno arrecato all’economia italiana per le sanzioni alla Russia “con cui vogliamo dialogare – rimarcano – soprattutto in chiave antiterrorismo”.

Il M5s “vuole difendere i propri confini e se saremo forza di governo ritireremo le nostre truppe dall’Afghanistan”, avverte Di Battista che continua: “Crediamo nel disarmo e lo diremo chiaramente alle autorità statunitensi e russe”.

Tra le priorità espresse dagli iscritti che hanno votato i 10 punti del programma estero, tuttavia, sono le questioni economiche quelle che interessano di più: contrasto ai trattati internazionali come TTIP e CETA; sovranità e indipendenza; no all’austerità. Non rientra però l’euro tra gli argomenti del programma esteri, nonostante l’avvio del dibattito in rete sia stato proprio propiziato dal contributo del professor Gennaro Zezza sull’introduzione della moneta fiscale: “Ne parlano i colleghi della commissione Finanze”, tagliano corto i 5 Stelle.

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