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Marco Lacarra Pd, moglie morta di tumore, suocera lo accusa

BARI – A ottobre il lutto per la perdita della moglie, uccisa a soli 51 anni da un tumore. Qualche mese dopo il supplemento di dolore per una denuncia di quelle che fanno male: l’accusa di non aver curato la moglie malata. Due storie terribili capitate nel giro di pochi mesi a Marco Lacarra, consigliere regionale e prossimo segretario del Pd in Puglia.

A ottobre Lacarra ha perso la moglie Daniela: un tumore al colon non le ha lasciato scampo. Lacarra è rimasto solo con due figli adolescenti. Di qualche giorno fa la notizia che il consigliere è stato denunciato  da sua suocera e da sua cognata: le due accusano lui e due medici di aver provocato, non curandola in modo corretto, la morte di Daniela. Lacarra, proprio per questa accusa,  è stato interrogato dalla procura e potrebbe essere indagato.
La replica di Lacarra arriva sia su Facebook, sia attraverso un comunicato. Nella nota il politico commenta:

«La diffusione di questi fatti mi colpisce come il più terribile degli insulti,  ma la mia coscienza è più che limpida e le persone che sono state davvero vicine a me e a Daniela non hanno alcun dubbio sulla mia dedizione a mia moglie. Purtroppo, invece, chi oggi mi accusa è animato da risentimento. Ce l’ha con me perché mia moglie, una donna schiva, l’ha allontanata e non ha voluto metterla a parte delle sue condizioni di salute. E oggi offende la sua memoria, me, i miei figli e chi l’ha assistita fino alla fine».

Ancora più amaro il commento Facebook:

Al dolore della perdita di Daniela per un male incurabile, oggi si aggiunge la diffusione di una notizia che mi colpisce come il più terribile degli insulti, determinato da una iniziativa scomposta di alcuni parenti, che la stessa Daniela allontanò da se, al fine esclusivo di offenderne la memoria, insultando me e con me, i miei figli, i nostri amici che insieme a me l’hanno amata e assistita fino all’ultimo attimo di vita.
Chiedo a tutti di ricordare che anche un uomo che ha scelto di impegnarsi in politica ha diritto di piangere in privato i suoi dolori.

 

Fin da subito dopo la morte della moglie di Lacarra, racconta il Corriere del Mezzzogiorno,

“i contrasti con la famiglia della moglie sono stati violentissimi. «Le sue parenti hanno iniziato a inveire e gettare fango contro di me. Tanto che io stesso ho dovuto presentare una denuncia per aggressione e stalking». Ora sebbene sorpreso — «mi aspettavo una immediata archiviazione» — il consigliere non può che aspettare che le indagini facciano il loro corso. Intanto avverte chi specula sulla vicenda: «Un uomo che ha scelto di impegnarsi in politica ha diritto di piangere in privato i suoi dolori».

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